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Umbria, da giunta 900 euro a politiche integrazione
La giunta regionale dell’umbria ha approvato il nono programma annuale per le politiche di integrazione degli immigrati. Il programma, proposto da Damiano Stufara, assessore alle Politiche sociali e abitative, prevede risorse per quasi 900mila euro. Obiettivo dell’iniziativa è quello di favorire l’integrazione degli immigrati intervenendo sulle difficoltà di inserimento nell’ambito vita-lavoro mediante progetti di accoglienza e inserimento scolastico degli alunni stranieri, progetti riguardanti le seconde generazioni di immigrati, per la diffusione e conoscenza della lingua italiana, il sostegno all’accesso all’alloggio, la mediazione culturale e l’inserimento lavorativo.
Sono circa 80mila gli immigrati regolari che, secondo le stime dell’ultimo dossier Caritas/Migrantes, vivono in Umbria, quasi il 9% della popolazione totale, il 2,7% in più rispetto al dato nazionale. “La regione Umbria - ha sottolineato l’assessore Stufara - in questi anni ha dedicato particolare attenzione e destinato crescenti risorse agli interventi volti a colmare il divario derivante dalla condizione stessa di ‘migrante’ e alla costruzione di un progetto di convivenza tra cittadini italiani e immigrati. Anche in una regione accogliente più di altre, va tuttavia innalzato il livello qualititativo dei processi di integrazione. Sarà questa una delle priorità della nuova legge regionale sull’immigrazione, il cui percorso verrà avviato quest’anno, dedicato dall’Unione europea al dialogo interculturale”.
All’Umbria è stata attribuita una quota del Fondo nazionale per le politiche sociali pari a 550mila euro. Eccezionalmente, per l’anno 2006, il ministero della Solidarietà sociale ha ripartito tra le regioni e le province autonome ulteriori risorse da destinare alla gestione del ‘decreto flussi 2006’ e in particolare all’incremento delle misure di integrazione sociale. Alla regione Umbria sono state assegnate risorse aggiuntive per oltre 307mila euro. Di questi 900mila euro, circa 686mila euro sono stati ripartiti tra i 12 ambiti territoriali in base al numero di cittadini extracomunitari residenti e al rapporto tra questi e la popolazione locale. Sono 3 i settori di intervento che sono stati individuati: servizi per l’integrazione, rivolti alla generalità degli immigrati; apprendimento della lingua italiana e alfabetizzazione socio-linguistica per immigrati adulti, sostegno all’inserimento socio-lavorativo, stabilizzazione del lavoro precario, emersione di quello irregolare e creazione di nuove imprese; sostegno all’inserimento scolastico.
17/01/2008
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