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Toscana, convegno internazionale su immigrazione
“La Toscana è parte del mondo e i cittadini del mondo fanno parte della Toscana e contribuiscono al suo sviluppo”. Così l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianfranco Simoncini, intervenendo a un convegno internazionale sull’immigrazione, ha ricordato le politiche della regione Toscana per l’integrazione dei cittadini stranieri e il dialogo interculturale. “Mantenere l’apertura verso l’internazionalizzazione - ha proseguito Simoncini - ha costituito il punto di forza del nostro modello di sviluppo ed è oggi una necessità della Toscana. Integrare i cittadini stranieri nella nostra società è una priorità, sia dal punto di vista economico che sociale. Su questo terreno, la regione Toscana si è data tre obiettivi primari rispetto ai bisogni degli immigrati: attivare politiche di accoglienza rispettose dei diritti di tutti i lavoratori, garantire loro un inserimento lavorativo, favorire l’emersione della condizione di clandestinità”.
Uno studio Irpet prevede che, nei prossimi 15 anni, la Toscana possa aumentare del 4% la sua popolazione e passare a 3,7 milioni di abitanti. “Ma la crescita demografica - ha spiegato l’assessore - avverrà solo grazie all’apporto dei cittadini provenienti da altri stati. Spetterà cioè all’immigrazione compensare il calo naturale della popolazione. L’Irpet prevede, nel 2023, che gli stranieri presenti in Toscana saranno oltre 400 mila, ovvero il 12% della popolazione”. Ma già oggi, in Toscana, i cittadini stranieri sono una parte importante della nostra società. Tra il 2005 e il 2007 l’aumento è stato del 21,1%, raggiungendo così quota 234mila, tanti sono gli stranieri residenti nella nostra regione, pari al 6,4% del totale dei residenti. I lavoratori stranieri occupati in aziende toscane e iscritti all’Inps erano, nel 2006, circa 198mila, di cui 140mila extra comunitari e oltre 50mila provenienti da paesi Ue.
In Toscana la percentuale di alunni stranieri è in costante aumento e ha raggiunto circa 40mila presenze, con un’incidenza del 10%. “I nostri sforzi - ha aggiunto Simoncini - sono andati nella direzione di dare ad alunni e lavoratori gli strumenti per una piena cittadinanza, a cominciare dalla lingua italiana. Sia i lavoratori che gli alunni stranieri sono più a rischio rispettivamente per gli infortuni e la dispersione scolastica. Per questo, abbiamo messo in atto iniziative di formazione: teleformazione, corsi nei paesi di origine prima della partenza, corsi di alfabetizzazione e per la sicurezza nei luoghi di lavoro, carta formativa prepagata, voucher formativi individuali. Nella scuola stiamo portando avanti una sperimentazione che prevede il coinvolgimento delle famiglie per un sostegno attivo a quegli alunni che si trovano in condizioni oggettive di svantaggio”.
23/01/2008
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