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Damiano, con crisi governo danno per imprese e lavoratori
“Chi ha causato la crisi di governo ha una grave responsabilità: di aver invertito i temi che stanno a cuore della gente. Chi ha provocato la crisi ha fatto un calcolo di parte, ma è stato indifferente ai problemi del paese perché ha interrotto l'azione di governo in una fase delicata in cui l'economia avrebbe avuto bisogno di un nuovo slancio”. Così il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, fotografa la situazione politica e il brusco stop imposto ai 5 tavoli di concertazione già annunciati alle parti sociali per il varo di una nuova politica di sostegno ai redditi e alla competitività. “Non si può dimenticare - avverte - che avremmo avviato a breve un nuovo confronto con le parti sociali.Tutto questo ora è interrotto. Un danno grave per il paese, per le imprese, per i lavoratori e i pensionati”.
Di certo, comunque, Damiano intende portare avanti, fin che potrà, nel rispetto delle competenze di un governo ordinario, il Testo unico sulla sicurezza del lavoro confermando per il 31 gennaio la convocazione delle parti sociali per accelerare la definizione delle delega. Tra i provvedimenti che invece subiranno uno stop forzoso, causa crisi di governo, anche la razionalizzazione degli enti di previdenza disegnata nel protocollo sul welfare come partita che avrebbe coperto parte della spesa pensionistica necessaria al finanziamento della riforma delle pensioni in vigore dal primo gennaio 2008.
30/01/2008
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