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Malessere infermieri italiani, 50% pensa di cambiare lavoro
Stress, turni massacranti, demotivazione. La vita in corsia può mettere a dura prova la resistenza degli infermieri, tanto che uno su due pensa, più o meno spesso, di gettare il camice alle ortiche e cambiare lavoro. A ‘fotografare’ il malessere gli infermieri del Belpaese è lo studio europeo Next, condotto qualche anno fa su 77 mila operatori di 10 Paesi, fra cui l’Italia, che ha coinvolto infermieri del Nord, Centro e Sud. Lo ha ribadito a Milano Giovanni Muttillo, presidente del Collegio Ipasvi Milano-Lodi (Infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d'infanzia), intervenendo all’incontro ‘Per una sanità più a misura d’uomo’, organizzato da Fondazione Medtronic Italia. Tra i motivi della ‘disaffezione’ degli operatori, gli esperti della Fondazione puntano il dito su tre nodi, in particolare: la qualità delle relazioni, gli stati d’animo sul lavoro e la gestione dello stress.
Secondo Marco Gattini Bernabò, presidente della Fondazione, la chiave per risolvere il problema è quella “di favorire ‘innovazione e qualità del servizio’, attraverso un nuovo approccio, battezzato ‘virtHuman’”. Si tratta, in realtà, di un metodo per la gestione strategica del cambiamento,‘che parte dalla valorizzazione del potenziale delle persone e delle squadre, generando consenso, motivazione, coinvolgimento e partecipazione. Non si tratta di paroloni: il metodo, già testato nella pubblica amministrazione, è stato esteso al mondo degli operatori sanitari, con l’idea che per salvaguardare la dignità dei malati occorra innanzitutto rispettare quella degli operatori che si occupano dei pazienti ogni giorno. Così è stato ‘disegnato’ un corso di formazione in 4 giornate, divise in 2 livelli, e inframmezzate da un periodo di 4 settimane di esperienze sul campo.
Obiettivo, ha spiegato Claudio Cavalieri d’Oro, presidente di ‘vitHuman International’, potenziare le capacità degli infermieri e degli altri operatori sanitari di realizzarsi sul lavoro, migliorando coinvolgimento e soddisfazione, e riducendo lo stress.
14/02/2008
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