Cdm approva decreto su parità trattamento tra uomo e donna

“Ritengo molto significativo che il Consiglio dei ministri abbia approvato il testo del decreto di recepimento della direttiva europea 2006/54 in tema di parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, sulla base della proposta avanzata dal ministero del Lavoro, che nelle scorse settimane aveva trovato riscontro e integrazione con quelle dei ministeri dei Diritti e delle Pari opportunità e delle Politiche per la Famiglia”. Così il sottosegretario al Lavoro, Rosa Rinaldi, commenta l’approvazione del decreto. “Il testo, cui abbiamo lavorato in stretto raccordo anche con la consigliera nazionale di parità e la vicepresidente del Comitato nazionale di parità, raccoglie l’esperienza di questi 20 mesi di attività - prosegue Rinaldi - e la verifica effettuata all’indomani dell’approvazione del Codice delle Pari opportunità nell’aprile del 2006, frettolosamente e malamente approvato dal governo Berlusconi a legislatura già esaurita e senza alcun coinvolgimento degli organismi nazionali di parità, dando vita da un testo lacunoso e contraddittorio, che il puntuale lavoro svolto in queste settimane ha permesso di migliorare e ampliare”.

“Importante - prosegue il sottosegretario - l’aggiornamento del concetto di discriminazione diretta e indiretta e l’allargamento della nozione di discriminazione anche a quelle in conseguenza del cambiamento di sesso; inoltre, l’individuazione di termini più estensivi del divieto della discriminazione retributiva, il rafforzamento dell’inversione dell’onere della prova, il riconoscimento per le donne che usufruiscono del congedo di maternità e per entrambi i genitori che utilizzano i congedi parentali, di veder riconosciuti i trattamenti migliorativi intervenuti durante la loro assenza, sono alcuni dei punti più qualificanti del nuovo testo. Sul merito del provvedimento - continua Rinaldi - ho avviato un tavolo di confronto con le parti sociali che intendo proseguire nei prossimi giorni e le cui conclusioni saranno portate all’attenzione delle commissioni parlamentari competenti”.

“Infine - conclude Rinaldi - il rafforzamento e ampliamento di competenze degli organismi nazionali di parità, che la direttiva europea sollecita e che è stata da noi ampiamente recepita, richiama un ripensamento più complessivo delle risorse finanziarie a sostegno del loro operato, così come da più parti c’è stato sollecitato. Tema serio e importante che non poteva trovare accoglimento nell’attuale decreto, che ha il vincolo dell’invarianza dei costi, ma che lasciamo come questione aperta alla responsabilità della futura compagine governativa”.


29/02/2008
 
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