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Modena, 87% stranieri occupato come dipendente
A Modena la partecipazione degli immigrati al mercato del lavoro è particolarmente elevata, con due terzi degli stranieri occupati (la quota per la popolazione nel suo complesso è del 54%). E quasi nove su dieci sono dipendenti (l’87%), che rappresentano quasi il 17% sul totale degli occupati. Sette su dieci dei lavoratori stranieri hanno meno di 39 anni. Sono alcuni dei dati emersi dal Rapporto dell’Osservatorio provinciale sull’immigrazione insieme ad altri approfondimenti dedicati al lavoro e agli aspetti sociali e sanitari.
Presenti in modo ormai consolidato nei settori dell’industria, delle costruzioni e dei trasporti, l’ambito lavorativo dove si registra il maggiore aumento di stranieri è quello dell’assistenza e dell’attività svolta presso le famiglie: tra il 2000 e il 2006 i dipendenti stranieri dei servizi pubblici e sociali sono passati da 1.885 a 4.218; per quello che riguarda lo specifico delle famiglie i dipendenti sono quadruplicati. Inoltre, se a Modena si registra il 18% degli infortuni in regione, per gli immigrati questa quota sale al 19,6%.
“Per governare questo fenomeno - ha spiegato l’assessore provinciale all’Immigrazione, Gianni Cavicchioli - serve l’integrazione delle diverse politiche: della casa, della sanità, dell’istruzione, della formazione, del lavoro e della cooperazione internazionale. Nelle prossime settimane proporremo un appuntamento con tutti i soggetti impegnati in questo ambito, per approfondire l’analisi e individuare le azioni necessarie per affrontare il fenomeno in una prospettiva di integrazione nella consapevolezza che i migranti sono e saranno sempre di più una risorsa dello sviluppo produttivo e socio-economico del nostro territorio”.
A Modena, secondo il Rapporto dell’Osservatorio provinciale sull’immigrazione, ogni quattro nascite, una riguarda un minore con almeno un genitore straniero e la presenza di studenti stranieri nelle scuole ha superato ampiamente la quota del 10%, che è quella relativa alla popolazione immigrata nel suo complesso al 31 dicembre del 2007. Oltre 67 mila i residenti regolari che corrispondono, appunto, al 9,9% della popolazione provinciale. Nelle superiori, inoltre, è più che triplicata in cinque anni la presenza di stranieri passando dal 2,4% al 7,3% dello scorso anno scolastico. Nelle scuole d’infanzia, invece, la presenza di bambini stranieri è ‘esplosa’ in seguito alla regolarizzazione del 2002, passando dall’1,7% all’11,2%.
Quanto alla salute, riguarda stranieri oltre il 6% dei ricoveri ospedalieri: 7.234 nel 2006 con un aumento del 70% dal 2000. Tra i bambini fino a cinque anni, gli stranieri rappresentano oltre un ricoverato su cinque. Gli stranieri fanno meno ricorso al day hospital della media della popolazione, ma il divario negli ultimi anni si è ridotto, mentre rimane più basso il tasso medio di ospedalizzazione tra gli stranieri maschi, differenziato, comunque, rispetto alle patologie.
Gli accessi al pronto soccorso (68 mila nel 2006 su 785 mila complessivi) sono in linea con la media della popolazione sia per i maschi che per le femmine, ma risulta più alta per gli stranieri tra i 15 e i 44 anni. Rispetto ai codici di gravità, l’utilizzo del pronto soccorso da parte degli stranieri è potenzialmente inappropriato in modo superiore rispetto ai cittadini italiani.
04/03/2008
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