Protocollo d’intesa per reindustrializzazione aree Tronto e Vibrata
Un gruppo di coordinamento che individuerà le proposte finanziabili sulla base di un accordo quadro e il supporto dell’Agenzia per gli investimenti (ex Sviluppo Italia) per la promozione dell’accordo e dei suoi vantaggi nel mondo dell’impresa. Questi gli aspetti più significativi del Protocollo d’intesa per la reindustrializzazione delle aree Tronto e Vibrata, sottoscritto a Roma al ministero dello Sviluppo Economico, dal sottosegretario Alfonso Gianni, dai presidenti delle province di Ascoli Piceno e Teramo, dai rappresentanti delle regioni Marche e Abruzzo. Punto di partenza del documento la presa d’atto di una situazione di crisi con gravi riflessi occupazionali nell’area di confine fra l’Abruzzo e le Marche. Ministero, province e regioni, quindi, hanno individuato una manovra di intervento coordinato per i settori tessile-abbigliamento, calzaturiero, pellettiero, elettronico, metalmeccanico, agroalimentare, legno, di innovazione legati alle energie rinnovabili, farmaceutico della carta. Sarà istituito a tal proposito un gruppo di coordinamento che individuerà le iniziative produttive e gli investimenti che potranno essere proposte per la deindustrializzazione, definirà le modalità di accesso alle agevolazioni (da quelle previste nella Finanziaria a quelle dei fondi in dotazione alle regioni: Fas, Fers e Fse) e anche gli interventi di tipo infrastrutturale . “Il protocollo sottoscritto - commenta il presidente della provincia di Teramo, Ernino D’Agostino - riveste un duplice significato. Da una parte, pone basi molto concrete per una decisiva svolta nel processo di crescita e di sviluppo di un’area vasta che ha dimostrato una forte vocazione all’industrializzazione e all’innovazione; dall’altra, rappresenta il suggello di una collaborazione, a vari livelli, fra i territori teramani e quelli ascolani, da tempo idealmente collegati da dinamiche e processi con caratteristiche comuni”.
07/04/2008
 
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Un intervento del presidente di Labitalia, Michele Dau, sul Sole 24 Ore, in cui afferma che “solo la crescita dell’impegno diretto della società può dare oggi all’economia una spinta maggiore di quella che l’economia da sola non riesce a darsi”....

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