Medie imprese, nel Nord-Est fatturato a +60%

Si deve alle 1.486 medie imprese del Nord-Est il 17% del valore aggiunto complessivo dell’industria manifatturiera dell’area. Questo uno dei dati dell’indagine di Mediobanca e Unioncamere inerente al periodo 1996-2005. Dal rapporto emerge che nel decennio preso in considerazione, il fatturato delle medie imprese dell’area è aumentato del 60% (il 2% in più della media italiana), con un contributo delle esportazioni (+72,6% a fronte del +74,4% della media nazionale) di gran lunga superiore a quello delle vendite all’interno (+53,5% mentre il dato medio italiano è del +50,4%). E’ cresciuto del 47%, inoltre, il valore aggiunto (+41,6% la media Italia), mentre il numero dei dipendenti è aumentato del 22,4% (+19,3% il dato medio nazionale).

La crescita più rapida in termini di valore aggiunto ed esportazioni è stata quella delle 125 medie imprese friulane (che hanno incrementato del 57% il proprio fatturato, del 76,7% le esportazioni, del 52,9% il valore aggiunto e del 26,7% il numero dei dipendenti). Seguono Emilia Romagna (+64,6% il fatturato, +80,9% l’export, +49,1% il valore aggiunto, +22,7% i dipendenti), dove hanno sede 577 medie aziende e Trentino Alto-Adige, che tuttavia perde - a livello dei profitti - a causa del settore alimentare, dove incide la presenza di forme cooperative. Elevati, infine, anche i tassi di crescita delle 757 medie imprese venete. L’attività prevalente delle medie imprese, infine, riguarda i settori tipici del made in Italy, soprattutto nel Nord-Est. Sempre rispetto alla media nazionale, maggiore è l’incidenza del fatturato e delle esportazioni nel settore alimentare, dei beni per la persona e la casa e nel meccanico-elettronico. La presenza in Borsa, però, continua ad essere trascurabile. Le società del Nord-Est quotate a fine 2005 erano 4 sul totale nazionale di 18 medie imprese presenti nel listino di Piazza Affari.


10/04/2008
 
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