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Calderone, no a obbligo comunicazione in caso di trasferta
“In una fase in cui il mondo del lavoro è alla ricerca di un percorso che porti alla semplificazione, la nota Inail va in completa controtendenza”. Così Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, spiega a LABITALIA le ragioni del no della categoria agli adempimenti Inail in occasione delle trasferte, che prevedono che il datore di lavoro è obbligato a trasmettere una comunicazione contenente i dati aziendali relativi a: datore di lavoro-committente, lavoratore-collaboratore (dati anagrafici e fiscali compresa la retribuzione), luogo e durata della trasferta e contenuto della prestazione lavorativa.
“Anche nel merito delle scelte interpretative dell’Istituto - osserva Marina Calderone - i consulenti del lavoro hanno moltissime perplessità. Infatti, l’obbligo di comunicazione di variazione da parte del datore di lavoro si rende necessario solo nell’ipotesi in cui cambi il rischio assicurativo. Questo è il caso in cui, ad esempio, al lavoratore venga assegnata l’autovettura aziendale. Al contrario, riteniamo che per tutte le altre dinamiche aziendali, come il caso delle trasferte, il cui rischio assicurativo rimane invariato il datore di lavoro non è tenuto a fornire alcuna informazione. Lo stesso Inail - conclude - conferma che non è previsto alcun modulo specifico per tale adempimento e questo va a conferma del nostro convincimento”.
05/05/2008
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