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D’Amico: “Le donne lavorano in settori non a rischio di infortuni”
“Il fenomeno infortunistico femminile, in Italia, ha una specificità del tutto particolare”. Lo ha detto Franco D’Amico, responsabile Statistiche Inail, commentando i dati sugli infortuni delle donne presentati al Forum Pa, nel corso dell’incontro ‘Salute e sicurezza sul lavoro: questione di genere?’. “Ogni anno nel nostro Paese - ha ricordato D’Amico - ci sono 920mila infortuni sul lavoro, di cui 1.250 mortali. La percentuale delle donne è rispettivamente del 27% (con circa 250mila casi) e del 7% (con circa 100 morti). Tenendo conto che l’occupazione femminile è pari al 40% del totale, giungiamo alla conclusione che le donne lavorano in settori dove è minore il livello di rischiosità”.
“In effetti - ha precisato - le occupate non lavorano in settori ad alto rischio, come la siderurgia, la metallurgia e il legno. Al contrario, le donne sono impiegate nei servizi domestici (colf e badanti), dove il 70% degli infortuni è appannaggio delle lavoratrici straniere. Le percentuali delle impiegate superano quelle dei colleghi maschi anche nel tessile, nella pubblica amministrazione, nell’istruzione e nella sanità”.
19/05/2008
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