Boom di imprese rumene, +50% in Italia

Boom di imprese con titolare rumeno: in un anno +41% a Milano, +50% in Italia. Milano si piazza al terzo posto nella classifica nazionale. Ma è Torino prima in Italia con 3.853 titolari e, rispetto al 2006, balza avanti a Roma che ne conta 3.730. I rumeni più imprenditivi? A Firenze, dove un residente su dieci crea un’impresa, a Verona e Arezzo (uno su 12) e a Milano (uno su 14). Tra le prime 15 province, l’aumento più consistente in un anno a Lucca (+134%) e Pavia (+89%). Ma i rapporti con la Romania si fanno più tiepidi: le relazioni commerciali in un anno si riducono del 3,4% e diminuisce in particolare l’import italiano (-6%). È quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, sui dati del registro delle imprese anni 2007 e 2006 e Istat (per i residenti stranieri al 2006 e per l’interscambio al 2007).

L’identikit del rumeno imprenditore in Italia è giovane, di età compresa tra i 30 e i 49 anni nel 68% dei casi; nove su dieci sono uomini e l’80% circa lavora nel settore delle costruzioni. Ricoprono soprattutto la carica di titolare di ditte individuali (+50% dal 2006) ma sono quasi 4.000 gli amministratori (+35%). Sempre secondo l’indagine della Camera di commercio, sono oltre 5.000 le ditte lombarde con titolare rumeno, in crescita del 57% in un anno, più che in Italia.

Nella classifica delle prime 15 province italiane ci sono ben quattro lombarde: Milano, Brescia, Pavia e Cremona. Per quanto riguarda le cariche ricoperte, forte soprattutto la presenza di titolari di ditte individuali (+57% in un anno), ma aumentano anche gli amministratori di società (+27%).

Il settore di gran lunga prevalente è l’edilizia, seguono il manifatturiero e il commercio. Ma anche in Lombardia diminuisce l’interscambio commerciale: -4% (-14,5% l’import). In particolare a Milano (-15,5%).


21/05/2008
 
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