Toscana: formare professionisti per aiutare internazionalizzazione
Le imprese che si affacciano sui mercati esteri e che cercano di internazionalizzare la loro offerta hanno sempre più bisogno di tecnici e professionisti preparati. E’ la nuova sfida della globalizzazione. Le grandi imprese sono attrezzate, perché spesso hanno tra le risorse interne i tecnici e i professionisti necessari. Le piccole imprese, che sono poi la maggioranza in Italia e in Toscana, lo sono molto di meno. Da qui l’idea, che è parte della proposta di legge che la giunta regionale sta scrivendo, di un’apposita struttura che sostenga le professioni nella conoscenza e nello sviluppo di queste importanti politiche di sviluppo: un sostegno finanziario per una maggiore sinergia tra professionisti e mondo economico.
“L’avvio della nuova programmazione europea 2007-2013 - ha spiegato l’assessore regionale alle Riforme Istituzionali, Agostino Fragai - ripropone il dibattito sulla reale capacità del nostro paese di utilizzare i fondi europei spiega. Qualsiasi piccola impresa nel momento in cui ha notizia di un’iniziativa comunitaria si rivolge normalmente al proprio consulente, che può essere l’avvocato, il commercialista, l’ingegnere, il geometra o il consulente del lavoro. Ma non tutti i professionisti conoscono bene questo settore operativo e danno così risposte evasive, mentre servirebbe un ponte comune. Fino ad oggi - ha aggiunto l’assessore Fragai - partecipare a questa o quella fiera o esposizione, con il concorso di una parte di risorse pubbliche, è stata un’efficace strategia per tante aziende. Oggi occorre rinnovarla arricchendola di contenuti nuovi e le imprese sarebbero certamente interessate e soddisfatte se venissero assicurati loro studi e valutazioni specifiche atte a supportare in concreto la scelta imprenditoriale che l’impresa si accinge a fare: spesso nella completa assenza di qualsiasi sopporto tecnico e con conseguenze spesso negative. Certi rischi di fallimento, oggi assorbiti in parte solo da un sistema oneroso di garanzie potrebbero quantomeno essere fortemente ridotti con un’assistenza professionale adeguata”.
“In passato lo avremmo chiamato ‘fuga di cervelli’. Oggi non è più così. Si tratta di un sano processo di internazionalizzazione”. Lo afferma Ester Dini, autrice della ricerca....