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Consulenti del Lavoro, valorizzare funzione libere professioni
Il valore delle libere professioni ordinistiche che tutelano la fede pubblica e gli interessi generali. Questo l'argomento affrontato al Parlamento europeo nel corso del workshop 'Concorrenza, liberalizzazioni e professioni', organizzato dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro. “Il sistema normativo italiano - ha detto Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro - è di tale complessità che non può essere assimilato a nessun altro. In materia di lavoro è ancor più intricato e complesso, e l'applicazione necessita l'intermediazione giuridica dei consulenti del lavoro. I consulenti del lavoro - ha spiegato Marina Calderone - hanno fortemente voluto questi incontri per far conoscere l'importanza del ruolo di una categoria che svolge in Italia una funzione anche sociale e di collaborazione con le istituzioni, su materie costituzionalmente garantite per i cittadini italiani”. Il presidente della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca, si è soffermato sulla necessità di chiarezza nel quadro nazionale sulle competenze professionali. “Ordini professionali e associazioni non riconosciute -ha ricordato- hanno caratteristiche e natura completamente diverse e non possono essere omologate. Così come la professione di consulente del lavoro non può che essere esercitata dai soggetti previsti dalle norme contenute nella legge 12/79”.
Zappalà, associazioni riconosciute non possono essere equiparate a sistema ordinistico
“I principi comunitari - ha detto Stefano Zappalà, membro della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori - prevedono che le libere professioni regolamentate non siano liberalizzabili. Le associazioni riconosciute non possono essere equiparate al sistema ordinistico. Gli ultimi interventi legislativi italiani in materia di professioni hanno accomunato le due figure e questo è profondamente sbagliato. Lo Stato italiano deve intervenire immediatamente per rimuovere diverse norme introdotte alla fine della legislatura del governo Prodi. Se non lo farà, interverrà la Corte di Giustizia”. Gianluca Susta (Liberal Democratici), intervenendo al workshop dei consulenti del lavoro a Bruxelles, si è soffermato sulla situazione generale esistente a livello comunitario. “Molto spesso - ha ribadito - la normativa comunitaria viene presa come alibi per non assumere decisioni. In tema di libere professioni, vi sono delle realtà che hanno raggiunto un buon livello, in altre meno. L'Europa deve armonizzare le varie posizioni, mediando ma non verso un livello basso. E ciò vale ancor di più in tema di liberalizzazioni di ordini professionali, per i quali i requisiti validi per l'accesso e l'esercizio non può che non possono avere un livellamento verso l'alto”.
12/06/2008
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