Toscana: aumentano donne nell’imprenditoria regionale

Sempre più donne nel mondo dell’imprenditoria toscana, ma a questa crescita non corrisponde un aumento della presenza femminile nelle organizzazioni di rappresentanza, sia dei datori di lavoro che dei lavoratori. È quanto emerge dalla ricerca dell’Irpet, curata da Chiara del Sordo e Alessandra Pescarolo. “I dati mostrano una crescita dell’autonomia e della progettualità femminile - ha detto il vicepresidente della regione, con delega alle pari opportunità, Federico Gelli - ma nelle associazioni di categoria e nelle organizzazioni sindacali persiste un’emarginazione delle donne ai livelli più elevati di inserimento e di carriera”.

La presenza delle donne nel mondo dell’imprenditoria, secondo l’indagine Irpet, è cresciuta, dal 1993 al 2003, dal 15 al 22% in Italia e dal 17 al 25% in Toscana. Le donne operano soprattutto nei settori industriali legati alla moda, nel commercio al dettaglio, nel settore alberghiero e agrituristico, nelle attività di ristorazione; nelle lavanderie tintorie (l’unica attività in cui le donne superano il 50%); nelle imprese di pulizie, i servizi alla persona, le imprese agricole. Ma la presenza femminile è molto debole, quasi nulla nei vertici di Confindustria, sia a livello regionale che nazionale. Va un po’ meglio se si tratta di imprese artigiane e di cooperative: in Legacoop la presenza di donne raggiunge il 26% in Italia e il 23% in Toscana. Anche il sindacato resta terreno di impegno prevalentemente maschile, anche se “il rilievo di nuove questioni - ha osservato Gelli - come la flessibilità oraria, i contratti atipici, l’emergere del tema della conciliazione tra lavoro familiare e lavoro in azienda, offrono alle sindacaliste nuovi terreni di presenza, di impegno, di visibilità”. Il vicepresidente ha poi ricordato l’impegno della Toscana: “Già dal 2005 la regione ha recepito, come nuova politica regionale di genere in attuazione di una precisa scelta di governo, il principio dell’assunzione di un’ottica di genere in tutte le politiche e le azioni regionali. Il Piano regionale di sviluppo 2006-2010 lo dice a chiare lettere: non c’è sfida sul futuro senza attenzione alla componente femminile. In questo momento, la regione è impegnata nell’elaborazione della legge sulla ‘Cittadinanza di genere e la conciliazione vita-lavoro’, per fornire una cornice normativa alla materia delle politiche di genere e della conciliazione vita-lavoro in sintonia con gli indirizzi che negli ultimi anni sono stati dati a livello comunitario e nazionale. La legge prevederà strumenti come le statistiche di genere, il bilancio di genere, e l’Albo delle competenze e dei talenti femminili, una sorta di banca dati alla quale attingere per effettuare nomine di donne, altrimenti escluse a priori da logiche ancor oggi di impronta maschile. Sentiamo sempre di più - ha concluso Gelli - la necessità e lo stimolo a sviluppare la nostra azione così intrapresa per poter recuperare una posizione che ad oggi vede l’Italia e per molti aspetti la nostra regione troppo spesso in posizione arretrata rispetto agli altri Stati e regioni europei”.


23/06/2008
 
 Calderone, 2009 interessante per consulenti lavoro
 Lazio, nel 2009 sarà settimanale il tavolo per le emergenze occupazionali
 Perugia, intesa per garantire reddito a dipendenti Merloni
 Basilicata: confronto regione-sindacati per Finanziaria 2009
 L’Italia in marcia verso la seconda metamorfosi

La “segnatura” della crisi c’è stata, ma apre a un adattamento innovativo della società. Le ‘Considerazioni generali’ del 42° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2008...

Certificazione Iso 9001:2000
 
  Ministero del Lavoro
 
  sito metropolisinfo.it