|
Parma, un seminario per affrontare problema molestie sessuali
“Un fenomeno diffuso ma per ancora molto sommerso, che ci obbliga a una crescita culturale”. Così l’assessore alla Formazione professionale, alle Politiche attive del lavoro e alle Pari opportunità della provincia di Parma, Manuela Amoretti, sulle molestie sul luogo di lavoro, al centro del seminario ‘Al lavoro con dignità e rispetto: prevenzione e contrasto delle molestie sessuali sui luoghi di lavoro’. “Si tratta di un fenomeno grave - ha spiegato l’assessore - da non sottovalutare: perché spesso costituisce il brodo di coltura all’interno del quale poi nascono e si sviluppano espressioni di violenza vera e propria, perché offende la dignità e la libertà delle persone, e anche perché ha costi umani e sociali altissimi”.
“Contro tutto questo - ha ricordato Manuela Amoretti - è possibile fare cose concrete, per prevenire le molestie, ma anche per aiutare e sostenere le persone che vengono colpite. Per questo, auspichiamo che quanti più datori di lavoro pubblici e privati e quanti più rappresentanti delle parti sociali si facciano carico di promuovere l’adozione del codice di condotta europeo contro le molestie sessuali, che prevede precisi strumenti di prevenzione e di sostegno. Adottare queste misure non costa nulla, e può davvero essere un aiuto nella prevenzione”.
L'assessore ha, quindi, fatto un appello “a tutti i datori di lavoro affinché il prossimo 25 novembre, Giornata internazionale sulla violenza contro le donne, possiamo annunciare passi avanti rilevanti su questo fronte”. Sul sommerso si è soffermata anche Cecilia Cortesi Venturini, avvocato e consigliera provinciale di parità di Parma. “Purtroppo - ha osservato - le donne non denunciano, o denunciano troppo poco, anche perché ritengono che questi temi abbiano scarsa attenzione da parte delle istituzioni preposte alla lotta alle molestie”.
“Si considera molestia - ha spiegato Marta Viappiani, psicologa, psicoterapeuta e volontaria dell'Associazione Centro antiviolenza di Parma - qualsiasi tipo di comportamento a sfondo sessuale che offenda dignità e libertà delle lavoratrici. Queste forme sono tantissime, dalla cosiddetta mano morta al palpeggiamento e alle frasi ambigue, e spesso il confine tra l’avance e la molestia è molto fragile”.
Valentina Anelli della Cgil, parlando anche a nome di Cisl e Uil, ha auspicato che: “occorre rilanciare l’azione contrattuale con le imprese, ma solo se il tema delle molestie viene considerato come applicazione della normativa sulla sicurezza e sulla salute, perché di questo si tratta”.
24/06/2008
|
|