Perugia, con ‘L.In.F.A.’ azioni positive per 25 imprenditrici

Si chiama ‘L.In.F.A.’ (Laboratorio d’Innovazione Femminile Aziendale). E’ un progetto di azioni positive destinato a 25 imprenditrici umbre e ha lo scopo di favorire il potenziamento e la stabilizzazione di imprese femminili nella regione attraverso tutta una serie di azioni, che sono state illustrate dall’assessore alle Pari Opportunità e Politiche Comunitarie della provincia di Perugia, Daniela Frullani. “Un progetto di grande valore - ha sottolineato - accolto e finanziato dal ministero del Lavoro con 167.432 euro, in particolare per il consolidamento di attività imprenditoriali femminili già in essere da due anni. La volontà è quella di creare una cultura imprenditoriale diversa, che consenta l’autonomia delle imprese affinchè possano essere competitive nei loro indirizzi e affiancare professionalità qualificate per valorizzare le risorse”.

Il progetto, di cui la provincia è capofila, prevede di operare in sinergia fra enti e istituzioni, in modo organico, completo e articolato complessivamente, a partire della provincia per inserirsi nell’intero territorio provinciale e regionale affinchè i benefici possano raggiungere tutti e andare a soddisfare i bisogni dell’imprenditoria femminile.

Il progetto ‘L.In.F.A.’ ha la durata di 20 mesi e terminerà nel febbraio 2010. Si rivolge a imprenditrici titolari d’impresa e operanti nella regione Umbria in aziende con titolarità o prevalenza femminile della compagine societaria. Le imprese saranno individuate e selezionate dai partner operativi osservando criteri legati ai fabbisogni e alle criticità. Verrà attivato un tavolo di pilotaggio e monitoraggio con cui ogni associazione selezionerà i soggetti da coinvolgere. I settori interessati sono l’artigianato, il commercio, il turismo, le attività agricole, l’agriturismo e il manifatturiero.

“L’iniziativa - ha ricordato Lorena Pesaresi responsabile dell’Ufficio Pari Opportunità della provincia di Perugia e coordinatrice del progetto - vuole consolidare le imprese femminili attive da almeno due anni attraverso studi di fattibilità per lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi e mercati; azioni di supervisione, supporto e accompagnamento al ruolo di imprenditrice; formazione altamente professionalizzante rivolta alla titolare o alla compagine societaria. Puntiamo, inoltre, a promuovere le pari opportunità - ha precisato - attraverso progetti integrati concordati e attuati da almeno tre soggetti, ognuno secondo le proprie specificità: un’associazione di genere, un’organizzazione sindacale o datoriale o ordine professionale, un ente pubblico”.


25/06/2008
 
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