Milano: nasce l’albo delle modelle
È stato istituito, dal lavoro del primo Tavolo Moda Salute, l’albo delle modelle. Un modo per garantire il rispetto di quel Codice etico che comune di Milano, Assem e Camera della Moda hanno sottoscritto nel 2006 per conciliare il ‘benessere’ e il ‘bellessere’ contro anoressia e bulimia. La creazione di un albo professionale, rivolto a modelle e modelli italiani e stranieri, vuole offrire sicurezza, garanzie fiscali e rispetto delle normative vigenti, anche attraverso il rilascio di un tesserino che attesti la presenza di un contratto di lavoro, la regolarità dei visti di ingresso e di lavoro per chi proviene da paesi stranieri, la stipula di un’assicurazione sanitaria oltre alla possibilità di verificare lo stato di salute nel rispetto dei parametri indicati nel Codice etico. Un’iniziativa non obbligatoria, ma realizzata per contrastare forme di precarietà e sfruttamento e volta alla salvaguardia del benessere della persona, sottoscritta dagli assessorati alla Salute, alle Attività produttive e alle Politiche del Lavoro e dell’Occupazione del comune di Milano. “La moda - ha aggiunto l’assessore alle Politiche del Lavoro e dell’Occupazione, Andrea Mascaretti - è un fiore all’occhiello per Milano, anche grazie alla spettacolarità delle sfilate. Sulle passerelle sfilano modelle e modelli che sono prima di tutto professionisti e che svolgono un lavoro molto più difficile di quanto non sembri e che non sempre sono opportunamente tutelati. Contrastare il lavoro nero, accertarsi che vi siano regolari permessi di soggiorno per il lavoro e tutelare la salute dei lavoratori, sono i motivi per cui l’assessorato alle Politiche del Lavoro e dell’Occupazione partecipa a questo progetto. Il mondo della moda - ha concluso l’assessore - risulta spesso affascinante per molti giovani che sognano di essere protagonisti delle passerelle milanesi esponendoli al rischio dello sfruttamento lavorativo. Per questo, è importante l’impegno delle agenzie a tutelare questi giovani dai possibili sfruttamenti lavorativi”.
26/06/2008
 
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