Bergamo: cresce terziario nella Bassa

Cresce il terziario nella pianura bergamasca: +22% di nuove imprese rispetto al +4% italiano, +24% di occupati (+5% nel resto del Paese), +46% del fatturato (+15%). Nella Bassa si registra un’ulteriore dinamicità: il 44% delle nuove assunzioni serve per soddisfare la richiesta di nuove figure professionali. Di queste, nel 2008 ben il 42,7% sarà assorbito dall’area commercio, comunicazione e marketing (contro l’11% del resto della Bergamasca). Questi i dati rilevanti che emergono dalla ricerca realizzata in collaborazione con il Casi, Centro di ricerca per le analisi statistiche e per le indagini campionarie, che si inserisce nel contesto dell’attività dell’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro, presentata nel corso del convegno dedicato all’andamento e all’evoluzione del terziario nella Bassa, avvenuto presso l’Università di Bergamo. A discutere dei risultati della ricerca l’assessore provinciale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Giuliano Capetti, la direttrice del Centro di ricerca Casi, Silvia Biffignandi, che è la curatrice della ricerca e l’ha illustrata nei significati e nelle prospettive, Alberto Frambrosi per Confindustria Bergamo, Ferdinando Piccinini per le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, Giacomo Salvi per Imprese & Territorio.

“L’indagine - ha spiegato l’assessore Capetti - ha confermato la tendenza in atto sul territorio provinciale dal 2005: e cioè un aumento degli occupati nel settore terziario a scapito del comparto manifatturiero, soprattutto nella realtà di Treviglio e di Romano di Lombardia. Deve consolidarsi in parallelo la consapevolezza da parte degli operatori che occorra nel prossimo futuro investire e puntare sulla formazione continua, sia per i dipendenti che gli stessi imprenditori. I fabbisogni formativi che sono stati evidenziati riguardano soprattutto la parte amministrativa, la conoscenza delle lingue (che è ancora insufficiente), il marketing e la comunicazione. Il calo di addetti nel settore manifatturiero evidenzia anche qui la necessità di proseguire nell’attuazione di politiche attive che siano finalizzate alla riqualificazione dei lavoratori tagliati fuori o espulsi dai processi produttivi. L’obiettivo è fare in modo che possano acquisire competenze anche nel settore dei servizi, dove si registra un considerevole incremento dell’occupazione”. Per quanto riguarda il territorio bergamasco della Bassa, Capetti ha messo in evidenza due fenomeni che caratterizzano il territorio: una più marcata crescita della popolazione residente rispetto al resto della provincia e un significativo aumento della grande distribuzione.


27/06/2008
 
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“In passato lo avremmo chiamato ‘fuga di cervelli’. Oggi non è più così. Si tratta di un sano processo di internazionalizzazione”. Lo afferma Ester Dini, autrice della ricerca....

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