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Umbria: in regione occupazione femminile +4,8%
Rispetto al primo trimestre del 2007, l’occupazione in Umbria è aumentata di ben 27mila unità confermando il massimo storico di 383.000 unità raggiunto a fine 2007; l’incremento percentuale (7,6%) non ha uguali in Italia. Il tasso di occupazione è aumentato di 4,4 punti portandosi al 67,4%, un valore che per la regione rappresenta il nuovo massimo storico. Il dato umbro è ora divenuto superiore a quello medio del nord del Paese (66,6%,) risultando il quarto della graduatoria nazionale. Questi i dati principali relativi al primo trimestre del 2008 forniti dall’Osservatorio sul mercato del lavoro della regione Umbria sulla base delle rilevazioni Istat. In linea con quelli delle precedenti rilevazioni, evidenziano infatti, con le dovute cautele che i dati trimestrali richiedono, la fase estremamente positiva vissuta dal mercato del lavoro umbro.
La crescita del terziario ha interessato più le donne (+15.000) che gli uomini (+11.000), con conseguente aumento del tasso di femminilizzazione (53,8%) e del peso di questo settore nell’occupazione di entrambi i sessi (55% per gli uomini e 79,6% per le donne); quella dell’agricoltura, invece, ha riguardato solo gli uomini.
All’interno del settore industriale, si è registrata una sostituzione di donne a uomini, ma il peso di questo settore resta nettamente superiore per i secondi (41,2% a fronte del 18,1%). Le forze di lavoro sono aumentate di 26.000 unità (mille in meno dell’occupazione) portandosi a quota 400.000, facendo registrare la crescita più rilevante del Paese (+6,9%); il tasso di attività è così salito di 4,1 punti portandosi al 70,3%, un valore che risulta ora superiore alla media del Nord di 9 decimi. La crescita è stata determinata principalmente dalla componente femminile (179.000 unità, +16.000) il cui tasso è aumentato di ben 4,8 punti portandosi al 63%, ben 2,6 punti al di sopra della media del nord. Quelle maschili sono aumentate di 10.000 unità (221.000) e il relativo tasso è salito al 77,6% (+3,4 punti), un livello intermedio tra il Centro (76,2%) e il Nord del Paese (78,2%).
“L’ulteriore forte crescita dell’occupazione femminile - commenta l’assessore regionale alle Politiche attive del lavoro, Maria Prodi - porta l’Umbria a superare il tasso fissato nell’Agenda di Lisbona del 60% delle donne occupate. Oggi l’occupazione femminile non è più correlata alla denatalità. Anzi, si dimostra che le donne che lavorano affrontano la maternità con maggiore disponibilità, sicurezza e i loro figli sono maggiormente tutelati dal rischio di povertà. Inoltre - conclude l’assessore Prodi - il lavoro femminile produce ulteriore occupazione nei settori più innovativi dei servizi o nei servizi alla persona. La bontà dei dati che presentiamo ci stimola a concentrare ancora di più gli sforzi nelle politiche di conciliazione lavoro-famiglia, e nell’investimento sui servizi per l’educazione dei più piccoli”.
27/06/2008
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