Marincioni: “Cooperazione istituzionale per una governance integrata di inclusione sociale”

“E’ sicuramente il momento giusto per proporre un primo bilancio del progetto ‘Lavoro nell’inclusione sociale dei detenuti beneficiari dell’indulto’”. E’ quanto afferma Vera Marincioni, direttore generale per le Politiche per l’orientamento e la formazione del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. “Proprio in base ai risultati raggiunti e alle difficoltà, a volte impreviste, che abbiamo dovuto affrontare - spiega - il ministero ha deciso di proseguire le attività fino ad aprile 2009, introducendo alcune significative modifiche al progetto: da un lato, si è provveduto all’ampliamento del target dei possibili beneficiari, che da oggi includono anche coloro che sono a fine pena o possono accedere alle misure alternative, anche se non hanno usufruito dell’indulto; dall’altro, si vuole rafforzare gli obiettivi di sistema del progetto. Rispetto a quest’ultimo punto, in particolare, i risultati che ci aspettiamo sono: il rafforzamento della capacità di programmazione delle reti locali che si occupano di inclusione sociale e lavorativa dei soggetti con esperienze detentive; la definizione di un modello operativo coerente con gli orientamenti comunitari e nazionali e collegato alle peculiarità agli ambiti territoriali di intervento; la realizzazione di servizi per il lavoro presso le case circondariali, anche con il concorso di operatori privati, trasferendo gli strumenti e le metodologie elaborati nell’ambito del progetto”.

Per Vera Marincioni, “l’ampliamento degli obiettivi iniziali testimonia il superamento della dimensione emergenziale del progetto, che ora può essere considerato a pieno titolo parte della più ampia strategia di inclusione sociale dei detenuti del ministero del Lavoro”. “Mi riferisco, in particolare, alla rete tematica - continua - alla quale partecipano le autorità di gestione della passata iniziativa comunitaria Equal, finalizzata allo sviluppo della collaborazione transnazionale sul tema del reinserimento sociale e lavorativo delle persone soggette a misure giudiziarie. Per questo stiamo effettuando, con l’assistenza tecnica dell’Isfol, una rilevazione delle priorità tematiche presso le amministrazioni regionali e nazionali (ministero della Giustizia e ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca). Prosegue, così, il lavoro realizzato dallo Steering group della piattaforma europea Equal sul reinserimento degli (ex) detenuti. Composto da dieci paesi Ue -ricorda - il gruppo ha analizzato le buone pratiche nazionali e ha promosso il confronto tra i rappresentanti istituzionali di Equal, della giustizia, dell’istruzione e della formazione, le imprese e le organizzazioni non governative. Confronto che ha portato all’elaborazione di un set di sei raccomandazioni per il reinserimento e l’inclusione delle persone autrici di reato. “A livello nazionale - spiega Marincioni - le raccomandazioni individuano nel lavoro il più importante fattore di prevenzione della recidiva e, quindi, propongono l’estensione dei percorsi di istruzione e formazione a tutti i detenuti. Ai fini di un reinserimento efficace, si propone un approccio integrato alla persona e alla sua situazione complessiva: questo significa una maggiore cooperazione interistituzionale, la considerazione degli aspetti relativi all’alloggio, alla cura della famiglia e al reinserimento sociale, ma anche un mutamento culturale all’interno del carcere. A livello transnazionale, le raccomandazioni auspicano una disseminazione delle esperienze di Equal nei programmi operativi di Fondo sociale europeo 2007-2013 e la creazione di una rete di comunità di pratiche, funzionali allo sviluppo del dibattito comunitario sul reinserimento delle persone autrici di reato”. “In tale prospettiva - propone il direttore generale per le Politiche per l’orientamento e la formazione del ministero del Lavoro - devono essere lette le indicazioni dei programmi operativi nazionali cofinanziati dal Fondo sociale europeo ‘Governance e azioni di sistema’ e ‘Azioni di sistema’, laddove prevedono, nell’asse occupabilità, la realizzazione di interventi volti a migliorare l’efficienza, l’efficacia e l’inclusività delle istituzioni del mercato del lavoro e, per il solo programma ‘Governance e azioni di sistema’, la costruzione di modelli e strumenti condivisi per rendere più efficace l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Sul fronte della cooperazione interistituzionale, il ministero partecipa al gruppo tecnico ‘Formazione e lavoro’ della Commissione nazionale consultiva e di coordinamento per i rapporti con le regioni, gli enti locali e il volontariato, istituita presso il ministero della Giustizia e finalizzata a rafforzare la collaborazione per il reinserimento sociale e la prevenzione della recidiva e della devianza dei detenuti e a canalizzare le buone pratiche in una progettazione di sistema che consenta la creazione di una governance condivisa. Il gruppo - conclude Vera Marincioni - ha elaborato delle linee guida, differenziate per adulti e minori, che propongono l’adeguamento dell’offerta formativa e il rilancio del lavoro per i detenuti. Per il prossimo futuro, quindi, l’impegno è quello di sostenere, a livello europeo, il trasferimento dell’esperienza di Equal in raccomandazioni comunitarie e, a livello nazionale, quello di coordinare le iniziative in essere, ivi compreso il nostro progetto ‘Lavoro nell’inclusione sociale dei detenuti beneficiari dell’indulto’, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni, divulgare le buone pratiche e rafforzare il dialogo interistituzionale”.


02/07/2008
 
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