Friuli Venezia Giulia: in regione lavoro irregolare -13,1%
In Italia il lavoro sommerso è un fenomeno diffuso ma, assieme a Veneto e Lombardia, il Friuli Venezia Giulia è in testa alla graduatoria nazionale delle regioni virtuose per il tasso di irregolarità (calcolato come incidenza delle unità di lavoro irregolari sul totale delle unità di lavoro), pari all’1,1% nel settore manifatturiero. Lo confermano dati Istat che l’Agenzia del Lavoro regionale ha analizzato in attesa di ulteriori approfondimenti previsti per il prossimo ottobre. Dati che confermano come sia in diminuzione anche il tasso di irregolarità nel settore edilizio (5,2% contro il 7,9% del 2001). Nel complesso, l’andamento del lavoro irregolare nell’economia del Friuli Venezia Giulia nel periodo 2001-05 conferma una diminuzione di 8.700 unità di lavoro (Ula), con un calo in percentuale del 13,1% (da 66.300 a 57.600). “Lo studio rappresenta il primo passo sul monitoraggio in regione di una realtà che, se è migliore di quella di buona parte del Paese, è ancora lontana dagli obiettivi di Lisbona”. Si è espressa così l’assessore regionale al Lavoro, Università e Ricerca, Alessia Rosolen, spiegando che la situazione in Friuli Venezia Giulia è diversificata sul territorio regionale per quanto riguarda genere, età e provenienza. Inoltre, l’assessore ha voluto sottolineare che la ricerca sul lavoro sommerso ha confermato, per il Friuli Venezia Giulia, un tasso di irregolarità nel 2005 (anno a cui risalgono gli ultimi dati disponibili) del 10,2% del lavoro totale, percentuale inferiore di quasi 2 punti rispetto alla media nazionale, che si colloca al 12%. Dall’indagine Istat la bandiera nera del lavoro sommerso regionale è detenuta dal terziario, visto che in questo settore (turismo, servizi, trasporti, commercio, ecc.) si colloca l’84,2% delle unità di lavoro irregolari (sono in tutto 48.500 mila) con un tasso di irregolarità del 12,8% e quindi superiore alla media italiana. Pesano certamente sul dato i flussi irregolari di lavoro transfrontaliero ma mancano, al momento, indicazioni precise in questo senso. In leggero aumento è anche il tasso di irregolarità specifico nel settore agricolo, che nel 2005 ammontava al 25,1% contro il 22,6% del 2001.
03/07/2008
 
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