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Basilicata: regione promuove formazione all’estero
“La regione investe nella formazione e qualificazione dei giovani e soprattutto è impegnata nel realizzare opportunità e occasioni per consentire ai giovani diplomati e laureati lucani di fare esperienze di specializzazione o alta formazione all’estero”. Lo ha sottolineato l’assessore della regione Basilicata alla Formazione, Lavoro, Cultura, Antonio Autilio, durante l’incontro per la consegna degli attestati di borsa di studio Internazionale Intercultura a quattordici studenti lucani delle scuole medie superiori. Alla cerimonia hanno preso parte anche i presidenti dei quattro centri locali di Basilicata Intercultura di Potenza, Matera, Irsina e Metaponto.
L’incontro è stato l’occasione per un bilancio dell’iniziativa di percorsi individuali di mobilità geografica ‘Moby D.I.K.’. Secondo i dati forniti da Patrizia Minardi, dirigente dell’Ufficio progettazione strategica del dipartimento formazione, sono 85 le domande finanziate con una spesa di circa 500 mila euro; 35 donne e 30 uomini; nell’89% dei casi la scelta di studi all’estero riguarda materie scientifiche (medicina, agraria, forestale, ambiente e territorio); nell’11% invece riguarda materie umanistiche (lettere, lingue, archeologia). Quanto ai continenti di mobilità: 45 giovani scelgono l’Europa, 19 l’America (18 Stati Uniti e 1 Messico) e 1 l’Africa (Egitto). Questa la scelta dei Paesi dell’Europa: 16 Italia, 9 Inghilterra, 4 Spagna, 3 Germania, 2 rispettivamente Danimaca, Irlanda, Austria, Francia, Ungheria, 1 rispettivamente Svizzera, Scozia e Grecia.
“Si tratta dunque - commenta l’assessore Autilio - di una misura che riteniamo particolarmente efficace per favorire la transizione dei giovani alla vita attiva verso il lavoro. E’ questo un problema fino a oggi non adeguatamente affrontato nella sua organicità, che assume dimensioni di grande importanza per le sue conseguenze sul piano sociale, culturale e professionale soprattutto se consideriamo che in Basilicata i tempi di attesa per il lavoro superano a volte anche i cinque anni e che su 15.000 persone disoccupate da oltre 12 mesi, 7.000 non hanno mai avuto una sola esperienza lavorativa. Occorre - conclude l’assessore - definire una strategia d’intervento capace di colmare questo vuoto, offrendo ai giovani in uscita dalla scuola, dall’università e dalla formazione l’opportunità di consolidare e accrescere il loro patrimonio di conoscenze attraverso esperienze integrate di lavoro e formazione, di apprendimento formale e non formale, assicurando un reddito minimo e il sostegno all’occupazione, anche part-time o per l’avvio d’impresa”.
04/07/2008
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