Viterbo: 66,8% le donne inattive nella Tuscia

Il costante calo dell’occupazione femminile nel viterbese, che nel 2007 ha fatto rilevare un distacco di 28 punti percentuali rispetto a quella maschile, è uno dei dati preoccupanti emersi dal convegno ‘Welfare di genere nel Lazio. Il Libro verde sull’occupazione’. L’incontro, al quale hanno preso parte la consigliera delegata alle Pari opportunità, Lina Novelli, e la consigliera di Parità, Daniela Bizzarri, è stato occasione per analizzare i dati relativi all’occupazione femminile nel Lazio, partendo da quelli specifici della Tuscia.

Nel viterbese in particolare, le imprese femminili attive (9.809 su un totale di 34.346) rappresentano una quota rosa inferiore a quella registrata nel resto della regione; anche sul versante della disoccupazione, la situazione si presenta problematica: a differenza del dato maschile, la tendenza per le donne è di costante peggioramento, con un tasso di disoccupazione di 6,4 punti maggiore rispetto a quello riferito agli uomini. Il tasso di inattività della componente femminile, pari al 66,8%, è tra i più alti del Lazio.

“Non è ancora facile - ha commentato Novelli - conciliare la famiglia e il lavoro, basti considerare i servizi pubblici come asili nido e trasporti non sempre adeguati alle esigenze delle lavoratrici. Gli stessi contratti part-time non favoriscono il lavoro femminile, comportando rischi di esclusione dal mercato in caso di maternità”. “Analizzare i dati regionali prendendo in considerazione la provincia di Viterbo - ha continuato - significa potenziare strategie utili al territorio. L’obiettivo principale è sostenere una buona occupazione, anche in considerazione del Decreto legge 112 del 2008 (Decreto Brunetta), collegato alla manovra finanziaria per il 2009”.

Il libro verde sull’occupazione femminile, elaborato dall’assessorato al Lavoro, Pari opportunità Politiche giovanili della regione Lazio, servirà come strumento di lavoro per la redazione di un Libro bianco che possa individuare tutti provvedimenti utili a garantire un percorso lavorativo che permetta alle donne sia una vita dignitosa all’interno della loro famiglie, sia la tutela e il rafforzamento dei diritti acquisiti sul posto di lavoro.


06/08/2008
 
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