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Sib, efficace divieto massaggi in spiaggia
Tempi duri per gli ambulanti del massaggio da spiaggia. L'ordinanza, firmata il 9 agosto dal sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, che ha vietato sui litorali italiani la pratica dei massaggi ai bagnanti da parte di operatori abusivi, “si sta rivelando un deterrente efficace: negli stabilimenti balneari, infatti, negli ultimi giorni si vedono sempre meno 'cinesine'” a caccia di turisti in cerca di relax. A fare un primo bilancio è Riccardo Borgo, presidente del Sindacato italiano balneari (Sib), al quale aderiscono oltre 10 mila aziende turistico-balneari del nostro Paese. Il presidente del Sib tiene però a precisare: “L'ordinanza - commenta - non ha fatto altro che mettere nero su bianco, in bella copia, ciò che noi già facevamo: e cioè non permettere l'esercizio abusivo di queste pratiche nei nostri stabilimenti, e mettere in allerta i bagnati sugli eventuali rischi igienico-sanitari. In realtà - sottolinea - per chi offre massaggi da spiaggia, moda cresciuta in misura esponenziale negli ultimi anni, è sempre stato più difficile trovare clienti negli stabilimenti rispetto alla spiaggia libera, perché anche prima dell'ordinanza non si spingevano a offrire il loro servizio passando in mezzo a sdraio o ombrelloni. Si limitavano magari a rimanere sul litorale e aspettare che qualche bagnante chiedesse il massaggio. Questa ordinanza, ora, ha evidentemente fatto da ulteriore deterrente, perché sulle nostre spiagge, in questi giorni, le 'cinesine' non si vedono quasi più”.
Il provvedimento “urgente” era stato adottato dal ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali per “salvaguardare la salute delle persone dai rischi derivanti da pratiche svolte da operatori non in possesso di adeguata preparazione e competenza”. L'ordinanza ribadiva “la fondamentale importanza dell'igiene personale degli operatori e in particolare di quella delle mani per la prevenzione di infezioni cutanee”. E ricordava che “l'utilizzo di oli, pomate, creme, unguenti e altri prodotti la cui composizione e origine non sono note potrebbero generare fenomeni di fotosensibilizzazione della pelle”, e che “il particolare contesto in cui tali attività vengono svolte non garantisce il rispetto delle adeguate condizioni igieniche né l'erogazione delle prestazioni in ambienti appropriati”. Incaricava poi dell'applicazione e del rispetto dell'ordinanza i sindaci dei comuni interessati, chiedendo la collaborazione dei gestori di stabilimenti balneari.
22/08/2008
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