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Friuli Venezia Giulia: parte a ottobre ‘Professionisti/e in famiglia’
Potrà contare su un budget di 2 milioni di euro e partirà in ottobre. Si tratta di ‘Professionisti/e in famiglia’, il progetto della regione Friuli Venezia Giulia a favore della regolarizzazione dei rapporti di lavoro delle assistenti familiari, per il quale il ministero delle Pari opportunità ha concesso il finanziamento. L'incentivazione dei processi di regolarizzazione e di emersione dal lavoro nero con premi alle famiglie che si impegnano a mettere in regola le badanti e agevolarne la formazione, la professionalizzazione delle assistenti familiari e la loro sostituzione per brevi periodi, sono i principali obiettivi del programma. ‘Professionisti/e in famiglia’ si pone come diretta continuazione del ‘Progetto assistenti familiari’ finanziato dal Fondo sociale europeo, che nel secondo semestre 2008 ha registrato, nei suoi 10 sportelli, risultati estremamente positivi.
“I risultati ottenuti dal ‘Progetto assistenti familiari’ - ha sottolineato l'assessore regionale al Lavoro, Formazione, Università e Ricerca, Alessia Rosolen - e il riconoscimento ottenuto dal ministero delle Pari opportunità consente di passare dalla fase dell’emergenza a quella della programmazione”. Un passo funzionale alle esigenze delle famiglie, che chiedono competenza e una soglia professionale minima, la sostituzione nei periodi di vacanza o di formazione e l'affiancamento delle badanti durante l'inserimento al fianco della persona da accudire.
“Stiamo valutando - ha continuato Rosolen - la possibilità di allargare il progetto ad altre tipologie di lavoro e di ampliare le possibilità offerte dal lavoro accessorio a situazioni specifiche di cura ed educazione dei nostri figli. Il monitoraggio effettuato sull'attività degli sportelli ha permesso di rilevare un costante processo di emersione e di regolarizzazione del lavoro sommerso delle badanti, garantendo maggior sicurezza per tutti, per chi assume e per chi presta la sua opera”.
Nell’ambito del ‘Progetto assistenti familiari’, tra aprile e giugno le candidature per svolgere attività assistenziale sono state 797, con un calo dell'1,6% rispetto al trimestre precedente, mentre le richieste d'assistenza sono state 719, contro le 592 del trimestre precedente, con 549 contratti stipulati per un aumento del 6,7% rispetto al periodo gennaio-marzo. Permane dunque un gap tra offerta e domanda, anche se piuttosto contenuto, e ci si avvia verso una sostanziale compensazione. Le assistenti familiari sono donne per il 92,90% dei casi, con un’età superiore ai 45 anni nel 44% dei casi. Per la maggior parte provengono dall'Est europeo, ma è importante anche l'incremento delle donne italiane, che oggi sono il 9% del totale. Secondo Rosolen, il segnale è positivo e conferma come il ‘Progetto assistenti familiari’ sia effettivamente servito a garantire tipologia contrattuale, emersione dal lavoro nero e sicurezza sul posto di lavoro.
02/09/2008
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