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Sacconi, per vendemmia regolazione semplice rapporto lavoro
“Nella legge Biagi, sono state inserite norme rivolte a consentire una regolazione semplice del rapporto di lavoro nella vendemmia attraverso i buoni pre-pagati e a considerare le prestazioni svolte da parenti e affini sino al terzo grado come attività che non costituiscono rapporto di lavoro e come tali assolutamente libere”. Lo ricorda il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, in una lettera inviata al presidente della Coldiretti di Treviso, Fulvio Brunetta. “Abbiamo ritenuto necessario - continua - varare con la recente manovra economica una fase sperimentale limitata agli studenti di età inferiore ai 25 anni e ai pensionati, con lo scopo di verificare la corretta applicazione dei ‘buoni’ e la conseguente possibilità di estenderne l’applicazione ad altri lavori e ad altre tipologie di lavoratori. Sono peraltro già incoraggianti i dati relativi al primo mese di attività della norma soprattutto nel Veneto e nella provincia di Treviso per cui ringrazio in modo particolare, suo tramite, la Federazione provinciale dei coltivatori diretti per la generosa attività di servizio e promozione che ha saputo e voluto erogare ai propri numerosi associati”.
Per Sacconi, “si tratta pur sempre di un’attività lavorativa, bisognosa di assicurazione contro gli infortuni, anche in relazione al suo contenuto manuale, e di accantonamento previdenziale dato il nuovo regime fondato sul rapporto tra contributi e prestazioni pensionistiche”. “Per queste ragioni - conclude - l’attività ispettiva vigila sulla correttezza di questi lavori anche se la ben diversa dimensione dei buoni acquistati nelle diverse regioni mi ha indotto a suggerire di concentrare le ispezioni soprattutto ove i dati indicano una minore, o addirittura nulla, disponibilità all’impiego di essi”.
Intanto, la Direzione generale per l’attività ispettiva del ministero ha inviato alle proprie strutture periferiche una direttiva sulla vigilanza. “Considerato che tale sperimentazione sta avendo particolare successo nelle regioni del Centronord - si legge nel testo - e risultati invece assai modesti nelle regioni del Sud, si invitano codesti Uffici territoriali a programmare gli interventi ispettivi in relazione all’effettiva diffusione della sperimentazione in esame negli ambiti territoriali di riferimento”.
“In particolare, considerato che in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia c’è stata una grande richiesta di voucher - prosegue il testo - e la sperimentazione sta dando buoni risultati, si ritiene opportuno in tali regioni orientare l’attività ispettiva verso ambiti settoriali diversi da quello della raccolta dell’uva. Al contrario, si invitano i responsabili delle strutture regionali della Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna a voler intensificare l’azione di vigilanza in tali attività, in considerazione della maggior probabilità di ricorso a forme di lavoro irregolare nei suddetti ambiti territoriali. Per quanto riguarda le altre regioni si fa riserva di fornire ulteriori indicazioni in attesa di più complete informazioni in ordine all’andamento delle richieste di voucher da utilizzare per l’attività in esame”.
09/09/2008
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