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Reggio Emilia: Crisi Dual, raggiunto un accordo al ministero
Concessa a tutti i 114 lavoratori della Dual ceramiche (di cui 72 donne) la cassa integrazione straordinaria biennale per la cessazione dell’attività dell’azienda. È quanto stabilito al termine della trattativa al ministero del Lavoro anche se, come ha sottolineato l’assessore al Lavoro della provincia di Reggio Emilia, Gianluca Ferrari, le condizioni poste dal ministero per avere il secondo anno, previsto dalla legge solo come eccezione, sono molto pesanti. La delegazione reggiana presentatasi al ministero, composta da azienda, Confindustria ceramica, delegati sindacali e sindacati di categoria, il comune di Carpiteti e la provincia di Reggio Emilia, dimostra l'importanza e la complessità della vicenda, che vede oltre cento lavoratori in esubero in un territorio, come quello montano, dove già ora le prospettive occupazionali non sono positive. La crisi Dual, come noto, era iniziata in primavera ed era stata formalizzata dall’azienda il 16 maggio, con l’apertura della procedura per licenziare tutti i dipendenti per cessazione dell’attività produttiva.
“Questo risultato - commentano l'assessore provinciale, Gianluca Ferrari, e il sindaco, Nilde Montemerli - niente affatto scontato, è frutto anche dell’impegno delle istituzioni locali, che hanno voluto essere attori in una crisi che non poteva rimanere circoscritta al tavolo di trattativa fra le parti, tanto che, ad esempio, già da giugno per trovare sbocchi di lavoro e per meglio mirare la formazione professionale ai fabbisogni delle imprese, abbiamo coinvolto le forze economiche, sia per la Dual sia per il complessivo territorio, nell’individuazione più puntuale delle tendenze dell’occupazione in montagna, dove la realtà produttiva è soprattutto fatta di micro-imprese. Ora però - spiegano - inizia la fase più complessa. Mentre sono state accolte le proposte impegnative elaborate a Reggio Emilia circa la formazione, la riqualificazione e l’accompagnamento al lavoro dei lavoratori in esubero, con risorse aziendali e della provincia, il ministero ha infatti posto come condizione ineludibile, per il secondo anno di cassa integrazione, il reinserimento lavorativo nel primo anno del 30% dei lavoratori, da cui saranno detratti solo i pochi pensionamenti”.
06/10/2008
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