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Alitalia: Sacconi, “Chi rifiuta lavoro escluso da cassa integrazione”
“Il lavoratore che singolarmente o con altri viene chiamato a svolgere un lavoro equipollente, anche se non con lo stesso salario, perde i diritti agli ammortizzatori sociali se non lo accetta”. Ad affermarlo il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, nel corso dell'audizione alla Camera sulla vicenda Alitalia, dopo gli ultimi risvolti della vertenza con il rifiuto da parte delle sigle sindacali autonome di firmare il cosiddetto 'lodo Letta' sottoscritto invece, da Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
“Il rifiuto anche della partecipazione a un corso di formazione - ha aggiunto - può comportare l'esclusione dagli ammortizzatori sociali. Questa per un'evidente, elementare regola di ‘welfare to work’. Questa è la legge ed è giusto che sia fatta così”. Nel corso di queste settimane, ha riferito Sacconi, sono emersi “dissensi insanabili in sede aziendale”. E questo perché le sigle autonome hanno rimesso in discussione gli accordi già sottoscritti: “E' stato rimesso in discussione - ha detto Sacconi - il piano industriale. Leggo poi che vogliono un più esteso impiego del part time, quando, però, questo era stato inequivocabilmente definito in sede di accordi. Si contesta poi il contratto della dirigenza, ma anche questo era stato definito in quella sede”. Ma non solo. Le associazioni professionali hanno accampato la “pretesa dell'esclusività della rappresentanza, escludendo le altre sigle: ma va ricordato che 500 piloti sono rappresentati da Cgil, Cisl, Uil e Ugl che hanno firmato i contratti e sono titolari della rappresentatività”. “Ho letto cose infondate - ha proseguito Sacconi - sui criteri di assunzione, che sono stati definiti in obiettiva coerenza con gli accordi sottoscritti. Sono criteri non discriminatori visto che, a titolo di esempio, si privilegerà quel nucleo famigliare che abbia un componente con handicap o che sia monoreddito. Il criterio dell'anzianità verrà poi applicato a chi maturerà l'età pensionabile nei 7 anni coperti dagli ammortizzatori sociali”. Inoltre, il ministro del Lavoro ha voluto sottolineare l'onerosità dell'eventuale blocco a 'quota 83' rispetto a 'quota 87', per il requisito alla pensione: “Congelare a quota 83 questo requisito, come è stato chiesto dalle associazioni professionali, comporta un onere di 270milioni di euro che va ad aggiungersi agli ammortizzatori sociali. Sarebbe discutibile introdurre ora un nuovo vantaggio”. Infine, per il finanziamento degli ammortizzatori sociali per le prestazioni previdenziali “già anticipate” dei dipendenti di Alitalia, “non ci saranno risorse aggiuntive”. “Siamo già in presenza - ha avvertito Sacconi - di ammortizzatori particolarmente generosi, nessuno potrebbe capire ulteriori coperture”.
05/11/2008
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