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Evento organizzato dalla provincia in collaborazione con Arco Latino, associazione che raggruppa i paesi europei del Mediterraneo occidentale, con l’obiettivo di mettere a confronto le esperienze e le tematiche relative all’invecchiamento in paesi come l’Italia, la Francia e la Spagna. Ceccarelli: “Anziano ponte tra generazioni sempre più lontane”.
Presentata ricerca promossa da Italia Lavoro, da cui emerge che in Italia ci sono circa 5,2 milioni di lavoratori ‘adulti’ che, per effetto dell’allungamento dell’età pensionabile e per lo spostamento verso l’alto dell’età della popolazione lavorativa, potrebbero arrivare nei prossimi anni a circa 7 milioni.
Fondata nel 1961 come ente pubblico di previdenza, dal 1995 è un’associazione privata, dotata di ampia autonomia di gestione. Negli ultimi anni, Inarcassa ha compiuto notevoli sforzi per ampliare e migliorare il dialogo con i suoi iscritti. Muratorio: “Tutelare il futuro dei nostri giovani”.
L’Ente di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico è stato creato nel 1947. In un’intervista a LABITALA, Lia Ghisani, presidente dell'Ente, spiega che “attualmente circa il 90% degli iscritti sono artisti e il 10% calciatori. Il tratto comune tra mondi dello sport e mondo dello spettacolo è la saltuarietà della professione”.
Presentato a Roma il Rapporto annuale della Covip sui fondi pensione. A sei mesi dall’avvio della riforma della previdenza complementare, gli iscritti ai fondi sono ora 4 milioni e 300 mila. Soddisfatto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, per cui “sono stati smentiti i profeti di sventura”.
“E’ un successo”, ha detto senza mezzi termini il ministro del Lavoro, presentando i primi dati (provvisori) dopo l’entrata in vigore della riforma del trattamento di fine rapporto. “Nell’insieme - ha ribadito il ministro - si arriva a un tasso di adesione del 34-35%, in linea con le previsioni di arrivare entro fine anno a un tasso di adesione complessiva del 40%”.
L’intesa con le parti sociali ha ottenuto il via libera del Cdm. Previsto uno ‘scalino’ a 58 anni dal 2008 e poi quote vincolate fino al 2013. Le prime due 'quote', saranno scalettate con una scadenza di 18 mesi, quota 97 invece entrerà in vigore dopo circa 24 mesi, al primo gennaio 2013. Damiano: “Ha vinto la concertazione lunga, paziente e quotidiana e poi ha vinto la squadra di governo”.
Il tempo per la scelta è scaduto il 30 giugno, ma è utile ricordare che i lavoratori che hanno lasciato il Tfr in azienda, possono ancora scegliere di aderire alla previdenza complementare. Mentre chi ha scelto già un fondo può cambiarlo, trascorsi i due anni ‘obbligatori’ previsti dalla legge.
Iniziativa organizzata in tutta Italia da Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp, per chiedere una rivalutazione delle pensioni contributive e per sensibilizzare l'opinione pubblica e il governo sulle condizioni degli anziani. Damiano: “Una richiesta che va ascoltata”.
Al via la campagna di informazione della presidenza del Consiglio. Spot televisivi, ispirati a ‘Camera Cafè’, ideati dall’agenzia Armando Testa e firmati dal regista di ‘Saturno contro’, per “la più grande campagna di comunicazione pubblica dai tempi dell'euro”, come ha detto Ricardo Levi. E il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha ribadito: “Puntiamo al 40% di adesione ai fondi”.
Negli anni passati, invece, occorreva aspettare almeno 15 mesi per avere disponibili le informazioni riguardanti la singola posizione. Il plico che arriverà agli italiani contiene anche l’opuscolo ‘Tfr, scegliere oggi pensando al domani’, presentato in una conferenza stampa al Palazzo dell’Informazione, in cui viene spiegato il perché della riforma della previdenza complementare.
Abolizione dello scalone e rivalutazione delle pensioni minime tra le proposte di Rifondazioni comunista presentate nel corso del convegno ‘Nuove proposte per una nuova previdenza’. Sindacati ponti a presentare un documento unitario, mentre il sottosegretario al ministero del Lavoro, Rosa Rinaldi, chiede per il mese di marzo di indire una conferenza nazionale su donne e pensioni.
Ammortizzatori sociali, donne penalizzate da un sistema sociale che non tiene conto delle differenze di genere e lavori usuranti i punti principali affrontati nel seminario ‘Garantire il futuro’. E il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha ribadito: “I tempi per la riforma delle pensioni sono indicativi. Non ci sono tagliole”.
La spesa previdenziale è cresciuta in un anno del 3,3%, toccando quota 214,8 mld. Donne in testa per numero, ma è agli uomini che vanno gli importi più elevati (oltre 15mila euro l’anno contro i poco più di 10.000 delle donne). Continua a crescere il numero dei percettori di due pensioni e di quelli con almeno tre pensioni: il 7,4% cumula infatti 3 assegni.
Il capo della segreteria tecnica del ministro del Lavoro e Previdenza sociale, Cesare Damiano, illustra a Labitalia il programma del governo sul tema previdenziale, annunciando una modifica della legge Dini e la definizione di una categoria dei lavori usuranti. Per affrontare il fenomeno dell’’invecchiamento attivo’ il governo organizzerà un passaggio morbido tra il tempo pieno e la pensione, anche attraverso il part time.
Uno studio dell’Isfol evidenzia che il desiderio di andare in pensione è molto più forte nelle classi giovanili e si attenua fortemente in quelle più anziane. Per prolungare l’età lavorativa occorre puntare su “sostegno e progettazione delle progressioni di carriera, formazione permanente, gestione della conoscenza aziendale, della salute e della diversità e lotta ai pregiudizi legati all'età”.
La relazione annuale della Covip mette a fuoco il sistema delle pensioni integrative, che “in Italia - dice il presidente Scimia - crescono poco anche per incertezza legislativa e per la scarsa adesione dei giovani”. E il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, sottolinea: “Noi crediamo nei fondi pensione integrativi e faremo di tutto perché questi fondi decollino”. E annuncia, a fine mese, nuove direttive.
Il progetto, promosso nell'ambito dell'iniziativa comunitaria 'Equal', è stato illustrato a Roma, presso la sede di Italia Lavoro. Prevede la sperimentazione in tre 3 territori (Emilia Romagna, Puglia e Sicilia) di percorsi formativi a distanza, centri per le assistenti familiari, sportelli informativi per la popolazione anziana e servizi innovativi di domiciliarità integrata.
Sono 16.561.600 gli italiani titolari di pensione. Il 68,8% percepisce una sola pensione, il 24% ne cumula due e il 7,2% almeno tre. L'importo annuo dei redditi da pensione percepiti ammonta a 207.974 milioni di euro. E gli uomini, pur essendo il 46,9% dei pensionati, percepiscono il 55,9% dei redditi pensionistici. I dati dell’indagine Istat sui beneficiari delle prestazioni pensionistiche.
Colpa dell’instabilità del lavoro e del reddito, che per il 30,9% rende impossibile fronteggiare i piani di versamenti. Un altro 38,9% degli atipici considera pure interessante il secondo ‘pilastro’ del sistema pensionistico, a patto però che siano incentivati i redditi più bassi. Impossibile fronteggiare piani versamento con impiego instabile.
Presentata la 'Relazione annuale 2004 sulla previdenza complementare in Italia' della Covip. La previdenza complementare cresce in misura ancora troppo modesta, ma nel 2004 i fondi pensione fanno registrare rendimenti più elevati rispetto alla rivalutazione del Tfr. Scimia: “All'ampliamento delle funzioni della Covip si accompagni un adeguato riconoscimento del suo ruolo”.
L’81% degli anziani continua a fare l’attività di sempre, per oltre il 60% si tratta di attività collegate al commercio. L’8,9% si dedica, invece, a un altro tipo di lavoro, per lo più manuale, e l’8,7% a ‘lavoretti’ saltuari. I dati della ricerca ‘Essere anziano oggi/2004: valorizzare la forza inespressa delle generazioni’, realizzata dall’associazione di Confcommercio ‘50&Piu’ Fenacom’.
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