Approfondimenti  
 
   
 
 
L’esposizione, patrocinata dalla regione Lazio, dai comuni dai Bracciano e Manziana e organizzata dall’‘Associazione di Solidarietà e Amicizia con il Popolo Saharawi Enzo Mazzarini’ (Asaps), si colloca nell’ambito di un progetto più ampio di sostegno a questa popolazione.
Studio della Caritas su ‘Romania – Immigrazione e Lavoro in Italia’. La collettività romena è la prima in Italia per numero di immigrati. Ogni 6 nuovi assunti stranieri 1 è romeno: secondo stime, i romeni garantiscono l’1,2% del PIL italiano.
Questo progetto sperimentale di Italia Lavoro, parte del più vasto programma ‘Pari’, ha superato il tetto delle assunzioni previsto. Un risultato tanto più importante se si sottolinea che più del 70% delle assunzioni sono state realizzate con contratti a tempo indeterminato.
Boccaletti: “La certificazione delle competenze nel settore dell’assistenza familiare a domicilio diventa essenziale in un contesto nel quale il lavoro privato di cura (badantato) è la modalità centrale per numero e incidenza nell’assistenza degli anziani fragili”.
Secondo Uniocamere il paese più rappresentato tra le nuove iscrizioni è la Cina (6.929 i titolari nati nell’impero di mezzo che hanno iscritto il proprio nome nei registri delle camere di commercio). A seguire, i nati in Marocco (5.756 nuovi titolari) e in Albania (5.118 nuovi imprenditori).
Presentata un’indagine realizzata in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Sono catechisti, ministranti, operatori della carità; animano la liturgia con canti e musiche; partecipano alla catechesi per prepararsi alla Comunione e alla Cresima. Di Tora: “Sono una componente importante dell'animazione pastorale”.
Il presidente del Comitato bicamerale Schengen, Immigrazione ed Europol e parlamentare del Partito democratico commenta con LABITALIA i principi ispiratori dell’iniziativa promossa dalla Commissione europea. “Facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro anche se la Bossi-Fini è stata un fallimento”.
‘Insieme nella diversità’ è lo slogan scelto per la campagna di comunicazione promossa dalla Commissione europea in occasione dell’Anno dedicato alla comprensione e alla convivenza tra culture diverse. L’evento inaugurale si è svolto a Lubiana, mentre in Italia il taglio del nastro è previsto per il 12 febbraio, con un convegno a Roma.
I principali settori in cui sono impiegati sono la ristorazione, l’edilizia, l’agricoltura, l’assistenza domiciliare e i servizi. Alcuni dei minori intervistati chiedono l’elemosina o rubano, e, in alcuni casi, considerano tali attività come un vero e proprio lavoro. I risultati dell’indagine realizzata da ‘Save the Children Italia’.
Immigrati in crescita nel territorio rispetto ai 6.000 che si registravano nel 2004; novantuno i paesi rappresentati; Avellino il comune più multietnico. E’ la fotografia scattata dalla ricerca “Irpinia: quali prospettive per la società multietnica?”, coordinata da Cidis onlus e finanziata dall’assessorato al Lavoro della provincia di Avellino.
Tognazzi: “L’amministrazione comunale ha costruito relazioni di scambio culturale e di solidarietà internazionale con le comunità di provenienza e tra queste appunto la città di Focsani, capoluogo della Vrancea. E’ nata così l’esigenza di valutare percorsi che accorciassero le distanze tra le due etnie anche perchè, nonostante i recenti fatti di cronaca nera, la sicurezza si costruisce attraverso il riconoscimento reciproco”.
A seguire, 183 sono polacchi, 89 peruviani, 84 ucraini, 182 albanesi, 82 moldavi, 55 marocchini, 45 tunisini e 36 pakistani. E per gli stranieri il lavoro è soprattutto nel settore edile: nelle costruzioni, infatti, in tutta la provincia di Roma, nel 2007 ci sono 56.895 stranieri (11.614 in più rispetto al 2006).
Nel settore delle costruzioni, boom degli stranieri arrivati, nel 2007, a quota 57.000. È quanto emerge da una ricerca della Fillea (il sindacato delle costruzioni della Cgil) di Roma e Lazio, dal titolo 'Dove abitano a Roma e provincia gli edili immigrati’.
L’Istat ha diffuso gli ultimi dati sulla popolazione straniera in Italia. Aumentano le nascite (rispetto al 2005 gli iscritti in anagrafe sono cresciuti del 10,1%) e , al 1° gennaio 2007, sono 2.938.922 (1.473.073 maschi e 1.465.849 femmine) gli stranieri residenti in Italia. Il lavoro è la causa prevalente (1.463.058 permessi) della presenza di stranieri in Italia.
Si diffondono cooperative e mercatini autogestiti perché gli antichi mestieri, come l’allevatore di cavalli o il calderaio, non garantiscono più la sopravvivenza. “Il rapporto dei Rom con il lavoro? E' buono, semmai sono gli altri a non fidarsi di loro”, spiega Alessandra Longo, che per conto di Opera Nomadi Lazio ha seguito la nascita di una cooperativa di otto donne rom.
In un libro, curato da Romano Benini, nell'ambito del progetto ‘Pane e denti (possibilità e strumenti)’, è illustrata la nuova figura professionale che si occupa di diffondere la pari opportunità all’interno degli ambienti lavorativi. Un’esigenza sempre più sentita dalle piccole e medie imprese italiane chiamate a rendere strategica una corretta valorizzazione delle diversità culturali.
Presentato a Roma il 2° rapporto su immigrati e previdenza dal titolo 'Regolarità, normalità, tutela’, redatto da Inps e Caritas-Dossier statistico Immigrazione Migrantes. La quasi totalità sono lavoratori dipendenti, ma il lavoro nero tra gli immigrati sale al 24%.
Tra gli obiettivi del nuovo ddl delega, superarare il sistema dei Cpt, favorire l'incontro 'regolare' tra la domanda e l'offerta di lavoro straniero, adeguare la durata del permesso di soggiorno alla realtà del mondo del lavoro, creare una corsia preferenziale per l'accesso dei lavoratori qualificati, rendere effettivi i rimpatri incentivando la collaborazione dell'immigrato.
L'evento rappresenta la tappa finale del progetto 'Pane e denti (possibilita' e strumenti)', realizzato in partnership da Labitalia. Un progetto cofinanziato dal Fondo sociale europeo all'interno dell'iniziativa comunitaria Equal II Fase, che ha posto al centro delle sue azioni la lotta alle discriminazioni e disuguaglianze nel mercato del lavoro, e gestito in Italia dal ministero del Lavoro e della Previdenza sociale.
Solo una collaboratrice su quattro intenzionata a rimanere in Italia. Il 57% lavora del tutto o in parte in nero e il 61% concorda col datore di lavoro le irregolarità nei versamenti. Il salario medio è di 880 euro mensili. Più della metà (51%) assiste persone anziane e il 17% si prende cura dei bambini. La fotografia in un’indagine nazionale condotta dalle Acli.
Si avvia alla conclusione il progetto 'Pane e denti (possibilità e strumenti)', cofinanziato dal Fondo sociale europeo e gestito in Italia dal ministero del Lavoro. Come tappa finale è stata scelta Sinalunga (Siena), dove sabato 23 giugno, alle 17, sarà inaugurata la mostra fotografica 'migrAzioni - Un sogno lungo un secolo', organizzata da LABITALIA.
Continuano ad aumentare, con un ritmo di crescita superiore a quello medio nazionale, gli stranieri regolarmente soggiornanti in Toscana. La fotografia del Dossier Statistico Immigrazione della Caritas/Migrantes in occasione della mostra fotografica 'migrAzioni - Un sogno lungo un secolo', che si svolgerà a Sinalunga (Siena), sabato 23 giugno, presso la Casa del Popolo.
Il 70% degli stranieri lavora come operaio comune rispetto al 30% dei lavoratori totali. Inoltre, gli operai specializzati e di IV livello rappresentano solo il 9% della forza lavoro straniera a fronte del 30% della forza lavoro complessiva. I lavoratori immigrati del settore delle costruzioni percepiscono una retribuzione lorda inferiore a quella del totale dei dipendenti.
L’iniziativa rientra nel progetto ‘Case Alloggio’ realizzato dall’agenzia tecnica governativa Italia Lavoro per il ministero della Solidarietà sociale, nell’ambito del Programma operativo nazionale ‘Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia 2000-2006’. Nelle ‘case’ le donne ospitate hanno ricevuto non solo accoglienza, ma anche formazione, orientamento e accompagnamento al lavoro.
La Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva che introduce sanzioni contro i datori di lavoro che impiegano immigrati clandestini e si inserisce nell'ambito della politica globale europea in materia di immigrazione. Adottate anche due comunicazioni sulla dimensione esterna dell'immigrazione.
L’iniziativa rientra nel progetto Equal 'Pane e Denti' (possibilità e strumenti)', realizzato in partnership da Labitalia, Conform srl, Cenasca-Cisl, Cnca, Stellaria Cooperativa Sociale e Impresa Sensibile-Cna. Il progetto è cofinanziato dal Fondo sociale europeo e ha come obiettivo principale la lotta alle discriminazioni e disuguaglianze nel mercato del lavoro, e gestito in Italia dal ministero del Lavoro. Nelle immagini, un viaggio nel mondo degli immigrati in una terra di immigrati.
Dibattito in occasione della mostra fotografica organizzata da Labitalia a Lamezia Terme, nell’ambito del progetto 'Pane e denti (possibilita' e strumenti)'. Dal messaggio del sottosegretario alla Solidarietà sociale, Cecilia Donaggio, agli interventi degli assessori regionale e provinciale, Antonio De Gaetano e Maurizio Siniscalco, e del sindaco Giovanni Speranza, oltre alle dichiarazioni del vescovo, Mons. Luigi Cantafora, e di Don Panizza (Cnca Calabria-Caritas).
A raccogliere per la prima volta i dati sulle ‘migrazioni di ritorno’ è un volume redatto dal ‘Punto nazionale di contatto’ del progetto ‘European migration network’, in collaborazione con il Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, l’Oim e l’Anci e con il supporto del ministero dell’Interno.
Evento organizzato all'interno del progetto 'Pane e denti (possibilità e strumenti)', realizzato in partnership da Labitalia, Conform srl, Cenasca-Cisl, Cnca, Stellaria Cooperativa Sociale e Impresa Sensibile-Cna. Un progetto cofinanziato dal Fondo sociale europeo all'interno dell'iniziativa comunitaria Equal II Fase, che ha come obiettivo principale la lotta alle discriminazioni e disuguaglianze nel mercato del lavoro, e gestito in Italia dal ministero del Lavoro.
In cinque anni, la Calabria ha visto triplicare la presenza di stranieri sul suo territorio, anche per effetto, nell’ultimo periodo, dei ricongiungimenti familiari. La regione si conferma però sempre più porta d’ingresso per l’Italia e l’Europa. La fotografia del Dossier Caritas/Migrantes in occasione della mostra fotografica 'migrAzioni - Un sogno lungo un secolo', che si svolgerà l’11 e 12 maggio a Lamezia Terme, ospitata dalla Caritas diocesana.
Progetto di Italia Lavoro finanziato dal ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nell’ambito del Programma ‘Pari’ (Programma d’azione per il reimpiego di lavoratori svantaggiati). Inaugurato nel febbraio dello scorso anno, ‘Rei’ è presente in 6 province italiane per favorire il regolare reinserimento nel mondo del lavoro per 360 cittadini stranieri disoccupati.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega di riforma del testo unico sull'immigrazione. Tra le novità, favorire l'incontro 'regolare' tra la domanda e l'offerta di lavoro straniero, adeguare la durata del permesso di soggiorno alla realtà del mondo del lavoro, creare una corsia preferenziale per l'accesso dei lavoratori qualificati.
Uno studio realizzato da Unioncamere, Nomisma, Crif e Adiconsum analizza i rapporti tra imprese ‘extracomunitarie’ e banche. Circa la metà delle 227mila imprese gestite da immigrati giudica buona la qualità dei servizi offerti, ma lamenta la crescita del costo del debito; il 40% ha chiesto un prestito, anche se nella maggioranza dei casi si utilizzano risorse proprie o concesse da parenti e amici.
Al via la Settimana di azione contro il razzismo indetta dall'Unar dal 18 al 25 marzo. Un’iniziativa contro tutte le forme di discriminazione razziale, nella scuola, nell'università e nello sport. Pollastrini: “Ogni giorno siamo costretti a constatare quanto sia difficile raggiungere il traguardo del rispetto di qualunque diversità”.
Il racconto del giro compiuto dal ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, accompagnato dal sottosegretario Cristina De Luca, nelle regioni italiane, per ascoltare le istituzioni, le associazioni e i migranti stessi. Un viaggio, raccontato in un libro, fatto proprio con l’intento di “comprendere come cambiare la legge attraverso l’ascolto”, ma anche per “lavorare a modificare il senso comune nel paese”.
Niente più quote per colf e badanti stranieri. Lo prevede la legge delega Amato-Ferrero, in arrivo al Consiglio dei ministri, anche per combattere il lavoro nero. Infatti, le persone straniere che nel 2006 lavorano nel nostro Paese come colf e badanti sono stimate tra le 713mila e le 1.134mila unità a fronte delle 500mila regolari e iscritte all'Inps a fine 2005.
Secondo l’indagine che verrà presentata a Padova il 16 marzo, gli immigrati per motivi di lavoro sono passati dal 67% al 75% con un aumento dell’8%, ma si registrano anche quote di disoccupati. Tra le anticipazioni del rapporto, risulta che per la prima volta la componente rumena è passata al primo posto superando il flusso migratorio ‘storico’ proveniente dal Marocco.
“Sono arrivata in Italia nel 1993, e l’impatto con la burocrazia italiana e’ stato pesante. Ogni tre mesi dovevo rinnovare il visto e per molti mesi non ho potuto lavorare “. Natasha Stefanenko, modella, presentatrice e attrice, bielorussa di nascita e ora cittadina italiana (è sposata con un imprenditore marchigiano) parla con Labitalia dei suoi esordi professionali e delle difficolta’ che, in quanto cittadina extracomunitaria, ha dovuto fronteggiare nel nostro Paese.
La task force è stata istituita dalla Confartigianato attraverso il progetto Ahead (Accompanying Handycraft Enterpreneurs Against Discrimination), presentato a Roma. In 2 anni sono arrivate 5.000 segnalazioni al call center istituito dal ministero delle Pari Opportunità presso l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar).
Incontro sull’immigrazione, a Trieste, dei rappresentanti di istituzioni, enti e associazioni locali e il ministro per la Solidarietà sociale, impegnato a raccogliere esperienze e suggerimenti nell'intera penisola in vista della nuova proposta legge. Tra le richieste del presidente Illy, la riqualificazione del centro di permanenza temporanea di Gradisca d’Isonzo, la modifica della Bossi-Fini e l’apertura degli sportelli unici per l’immigrazione. (nella foto Illy, Ferrero e Antonaz)
Iniziativa per agevolare l'inserimento nel mercato del lavoro, promossa dal progetto realizzato da Italia Lavoro per conto del ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Costanzo, “Un gesto di grande civiltà che ha un forte valore sia culturale sia pratico”. Mattoccia, “Un servizio in grado di supportare la popolazione immigrata”.
Secondo il dossier statistico ‘Immigrazione 2006’ della Caritas-Migrantes, gli immigrati sono destinati crescere fino al 10%. E hanno un peso crescente nel mercato del lavoro: ogni 10 occupati 1 è nato in un paese extracomunitario. La comunità più numerosa è quella rumena e un quarto degli stranieri vive in Lombardia. Prodi: “Occorrono regole per la cittadinanza”.
Continua ad aumentare (anche se meno vistosamente) la presenza degli immigrati nel nostro Paese: a fine 2005 erano 268.357 in più rispetto al 2004. Gli stranieri sono il 4,5% della popolazione italiana e si concentrano nelle regioni del Centro-Nord. La fotografia dell’Istat nel rapporto sulla popolazione straniera residente in Italia.
La Fondazione Migrantes ha presentato a Roma il primo “Rapporto Italiani nel Mondo”. In circa un secolo di emigrazione il nostro paese ha visto partire circa 28 milioni di cittadini. L'Europa si conferma come il continente di maggiore insediamento con quasi 2 milioni di persone (1.864.579) e circa il 60% delle presenze totali, di cui il 43,9% nell'Unione Europea a 15.
Presentata a Napoli l'indagine 'Il Mezzogiorno dopo la grande regolarizzazione', svolta dalla Fondazione Ismu per conto del ministero della Solidarietà Sociale. I nuovi potenziali cittadini italiani sono soprattutto marocchini, maschi, con un alto livello di istruzione, un lavoro a tempo indeterminato e uno stipendio medio di oltre mille euro al mese.
Dopo anni di estenuante assistenza familiare ‘24 ore su 24’, le colf rivendicano un lavoro ad ore, flessibile e compatibile con una normale vita familiare. Per questo, ben il 60,4% è disposto a frequentare corsi di formazione per fare un altro lavoro. Brustolin (Acli Colf): “Non viene riconosciuta alcuna copertura economica delle assenze per malattie”.
Presentato nel capoluogo umbro un primo bilancio dello sportello 'immigrati e lavoro', aperto presso il centro per l'impiego di Foligno con il supporto di 'Spinn'. Duecento utenti e trentacinque lavoratori immigrati 'presi in carico' dai centri per l'impiego, più della metà dei quali ha trovato un'occupazione. Mattoccia: “Un contributo concreto e oprativo”.
Quest’anno le imprese prevedono di assumere 163mila stranieri, 20 mila in meno rispetto al 2005. Una dinamica indicativa, dice Unioncamere “di maggior cautela e di maggior realismo nelle valutazioni”. Si accentua, però, la richiesta di immigrati ai quali affidare i lavori meno qualificati. Meno opportunità per chi ha studiato. Incidenza maggiore al Nord-Est.
Emerge dal primo rapporto nazionale ‘Famiglie migranti’, che indaga sui processi d’integrazione sociale delle famiglie immigrate in Italia. Lo studio, realizzato da Iref (Istituto di ricerca delle Acli), evidenzia che la percentuale sale al 65% per i nuclei familiari con figli a carico e che, nel 65% dei casi le famiglie di immigrati residenti nel Bel Paese sono costituite da coppie giovani (sotto i 40 anni) che devono far fronte alle difficoltà di cercare casa (indicata dal 22% degli intervistati) e lavoro (18%).
La decisione è resa nota dalla circolare numero 21 del 31 luglio. Il provvedimento riguarda i lavoratori subordinati provenienti da otto Stati dell'allargamento e dà piena applicazione al libero ingresso di tutti i cittadini neocomunitari nel mercato del lavoro italiano, contrariamente a quanto stabilito dal precedente governo, che aveva optato per la proroga del regime transitorio.
Presentata l’indagine conoscitiva sulla situazione socio-lavorativa degli immigrati, realizzata nell’ambito del progetto comunitario ‘Integration’, contro i fenomeni di razzismo e di xenofobia. Secondo lo studio, Milano è la prima città per numero di titolari d'impresa stranieri (17.321), mentre Prato è la provincia con la più solida vocazione multietnica (praticamente una ditta su 5 è guidata da immigrati). E nel 2004, secondo la Cna, senza l’apporto degli immigrati, il tasso di crescita delle imprese individuali italiane nel non sarebbe stato positivo.
Anticipati alcuni dati del ‘Dossier Immigrazione 2006’, curato dalla Caritas Italiana, quella di Roma e dalla fondazione Migrantes. Un monitoraggio che, nel 2005, ha evidenziato una forte incongruenza tra quote di ingressi stabilite e fabbisogno di mercato. E nel giro di 10 anni si stima, con il ritmo di crescita attuale, un raddoppio della popolazione straniera.
Sono 10 gli anni di residenza richiesti agli stranieri per diventare cittadini italiani. In Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Svezia, Finlandia e Francia, invece, gli anni sono solo 5. Nel nostro Paese, poi, chi possiede tutti i requisiti richiesti deve scontrarsi con l’ostacolo della burocrazia e aspettare, in media, circa tre anni.
Boom delle assunzioni di extracomunitari nelle professioni sanitarie: 13.000 tra infermieri e altri operatori sanitari extracomunitari solo nel 2004, mentre per il 2005 il fabbisogno stimato è di 30.000 unità. E ogni anno mancano dalle nostre corsie dai 5 mila ai 7 mila infermieri. Lo rileva un'indagine, presentata a Palermo, al convegno della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, che ha curato la ricerca insieme all'equipe del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes.
Allo scadere del permesso di soggiorno, la quasi totalità dei regolarizzati (98,5%) ha ottenuto il rinnovo. Il 48,3% ha mantenuto il rapporto di lavoro con il datore originario, mentre il 40% ha rinnovato il permesso con un nuovo datore. Oltre mezzo milione gli irregolari, pari al 16% del totale. La fotografia in una ricerca condotta dalla Fondazione Ismu per conto del ministero del Welfare sugli esiti della regolarizzazione del 2003.
Cresce la volontà di stabilirsi definitivamente nel nostro Paese. Secondo i dati riportati nel 'Dossier Statistico Immigrazione' della Caritas/Migrantes, nel 2004, oltre il 12% delle compravendite totali nel mercato immobiliare italiano è stato condotto da stranieri, che hanno acquistato una su otto delle case vendute, per un giro d'affari stimato intorno a 10,2 miliardi di euro (l'11,3% del totale).
Maschio ed extracomunitario, in totale 1,2 milioni di persone pari al 5,4% della forza lavoro, i due terzi al Nord del paese. E' l'identikit del lavoratore straniero in Italia, fatto dall'Istat che ha diffuso per la prima volta le stime sulla partecipazione al mercato del lavoro della popolazione straniera basate sulla rilevazione continua sulle forze di lavoro.
Hanno superato la soglia delle 200 mila unità, uno su quattro viene dal Nord-Africa, poco meno del 20% è rappresentato da donne, oltre il 60% è attivo nel commercio e nelle costruzioni, la metà ha messo radici in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna e Veneto. E' l'identikit dell'imprenditore extracomunitario, a fine del 2005, tracciata dall'analisi di Unioncamere condotta attraverso InfoCamere.
Al tema della lotta alla discriminazione razziale è dedicato il workshop internazionale di Roma su 'Il valore della differenza. L'immigrazione come risorsa e opportunità'. Una due giorni promossa dal ministero del Welfare nell'ambito dell'iniziativa comunitaria 'Equal' e dell'accordo di cooperazione transnazionale 'Integra'. Sarà presentato anche il progetto 'Pane e denti (possibilità e strumenti)'.
Combattere il razzismo e la xenofobia, ripercorrendo le immagini di quando gli italiani erano un popolo di migranti e mettendole a confronto con quelle degli immigrati del terzo millennio. E' quello che propone la mostra fotografica 'migrAzioni - Un sogno lungo un secolo', organizzata da Labitalia, nell’ambito del progetto Equal ‘Pane e denti’, a Roma alla ‘Casa internazionale donne'.
Il ‘pane’ da mangiare e i ‘denti’ per mangiarlo. Come a dire: oltre alle possibilità, ci vogliono gli strumenti adatti. Nasce da qui il progetto Equal ‘Pane e denti’, pensato e organizzato per gli immigrati e le minoranze etniche, con l’obiettivo di lottare contro le forme di razzismo e xenofobia nel mondo del lavoro. Tra le azioni, la mostra fotografica 'migrAzioni - Un sogno lungo un secolo'.
Va alle Marche la palma d'oro come regione italiana che assicura il maggiore livello di integrazione dei cittadini immigrati. Secondo in classifica è il Veneto, seguito da Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Lombardia. Secondo il 'Dossier Statistico Immigrazione' della Caritas/Migrantes, nel Nordest la vita per gli stranieri è più facile.
Presentato il ‘Dossier statistico immigrazione’ della Caritas/Migrantes. Gli stranieri rappresentano il 4,8% del totale della popolazione italiana e il 9% delle forze lavoro. E proprio il lavoro è uno dei problemi principali degli immigrati, ancora troppo discriminati. Più istruiti degli italiani, sono nel nostro Paese per compiere un progetto di vita.
Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha firmato un accordo con il ministro romeno del Lavoro, Solidarietà sociale e Famiglia, Gheorghe Barbu, per facilitare la gestione dei flussi migratori fra Romania e Italia. Maroni: “Quella romena è una comunità importante, che in Italia conta circa 240 mila lavoratori regolari, e che si è ben integrata”.
Un progetto che ha permesso la creazione di una rete di sportelli dedicati ai servizi di selezione, orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro per stranieri, a disposizione delle istituzioni italiane e straniere, per governare i flussi di immigrati. I risultati sono stati presentati, a Roma, al convegno 'La cooperazione internazionale per la mobilita' del lavoro'.
A Roma, alla Terza Conferenza nazionale sull’immigrazione, la Cgil ha presentato una ricerca realizzata dall’Ires. In Italia risiedono oramai tre milioni di persone immigrate da 191 Paesi del mondo.Una presenza aumentata di 30 volte dal 1970 a oggi. E, per affrontare questa emergenza, occorre “una nuova legge”, afferma Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil.
Informazioni on line per l’integrazione sociale e lavorativa degli extracomunitari, grazie a un’iniziativa realizzata da Italia Lavoro e dalla regione Veneto. La opera attraverso una struttura centrale di coordinamento e attraverso servizi di informazione provinciale attivati in stretta collaborazione con le province. Sacconi: “Riuscire a governare e quindi a integrare i flussi migratori rispetto al Paese di accoglienza e di formazione”. Forlani: “Problema strutturale rispetto alla carenza dei servizi agli immigrati”.
In tre anni, Cgil, Cisl e Uil arrivano a 333.883 adesioni, pari al 49% in più. E non sono rari i casi in cui il lavoratore d’oltre frontiera riesce a far ‘carriera’ all’interno dell’organizzazione, anche se le posizioni di vertice restano ancora appannaggio dei sindacalisti italiani. I contratti nazionali che contengono riferimenti specifici agli immigrati sono 48, mentre nel 2001 erano solo 30.
Un nuovo occupato su sei è straniero. Nel 2003, infatti, gli extracomunitari rappresentano il 16,3% del totale dei neo-assunti, contro il 9,9% del 2001. La maggior parte ha un contratto a tempo indeterminato, nel Nord Italia. Ad assumere più immigrati è il settore dei servizi, ma quasi la metà dei posti è destinata alla collaborazione domestica. I dati del dossier Caritas/Migrantes.
Presentato il bilancio del progetto promosso dal ministero del Welfare e realizzato dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, in favore dell’inserimento sociolavorativo degli immigrati presenti in Italia. Battistoni: “Modelli orientamento da utilizzare nei servizi per l’impiego”. Forlani: “Esperienza significativa che lascia una valida rete di formatori”.
 
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Un intervento del presidente di Labitalia, Michele Dau, sul Sole 24 Ore, in cui afferma che “solo la crescita dell’impegno diretto della società può dare oggi all’economia una spinta maggiore di quella che l’economia da sola non riesce a darsi”....

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