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Presentata a Roma la relazione sui rapporti biennali stilati dalle aziende con oltre 100 addetti, in ottemperanza a quanto previsto dal Codice Pari Opportunità. Nel nostro Paese è donna solo il 30,3% dei dirigenti e, se escludiamo la sanità pubblica, solo il 7,3%. Forlani:”Immettere nel mercato giovani laureate”.
Attualmente, nella cabina di regia delle aziende italiane, siedono 140.118 tra amministratori delegati, amministratori unici, consiglieri delegati, presidenti di consiglio di amministrazione e presidenti di consorzio con la gonna, pari al il 20,7% del totale. Rispetto al 2003, sono aumentate soprattutto le amministratrici uniche (oltre 26mila in più).
Dopo aver avviato nel 2006 un percorso di formazione grazie a un finanziamento dell'assessorato all'Istruzione, Diritto allo studio e Formazione della regione Lazio, le donne si sono unite in una cooperativa, la 'Baxtalo-drom'. A presentarla il magazine settimanale sul mondo del lavoro di Rai Tre.
Il 35,5% delle donne svolge un lavoro a tempo pieno, oltre alla quotidiana attività di casalinga. Il 16,6%, invece, dichiara di essere casalinga a tempo pieno e il 14,1% di percepire già la pensione. I risultati del sondaggio effettuato dall’Eurispes in collaborazione con DonnEuropeeFedercasalinghe.
Una nuova figura professionale che opererà nei Centri per l'inclusione finanziaria femminile, creati per facilitare l'accesso al credito e ai servizi finanziari delle imprenditrici. A promuoverne la nascita l'Assessorato all'Istruzione, diritto allo studio e formazione della Regione Lazio, in collaborazione con Bic Lazio.
All’iniziativa, seguita via satellite da 10mila professionisti collegati da 38 consigli provinciali, i consulenti del lavoro si sono confrontati sulla flessibilità. Calderone: “In Italia, se il 52% delle donne che lavorano è costretto a lasciare i figli ai nonni, vuol dire che nel circuito dell'assistenza c’è qualcosa che non va”.
Presentato a Roma il Terzo Rapporto dell'Osservatorio permanente sul lavoro atipico in Italia 2008, curato da Ires Cgil e Nidil. Sono oltre 3 milioni e 400mila gli instabili e, a essere particolarmente svantaggiate, soprattutto le donne giovani: più della metà delle ragazze occupate di età compresa tra 15 e 24 anni svolge un lavoro instabile.
Alla fine di giugno 2007, risultavano attive in provincia di Roma 60.173 imprese femminili. E’ quanto emerge dallo studio sull’imprenditoria femminile nella provincia presentato nel corso di ‘Expo Impresa Donna 2008’, il secondo workshop sull’imprenditoria femminile promosso dal Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Roma e da Bic Lazio.
Sono i dati sugli infortuni al femminile diffusi, in occasione dell’8 marzo, dall’Inail, che presto lancerà una banca dati al femminile: una sezione del sito istituzionale (www.inail.it) che, oltre ai dati sugli infortuni, prevede l’utilizzo di flussi informativi provenienti da altre fonti statistiche ufficiali, principalmente Istat e Inps.
Sempre più donne lavorano: 1,2 miliardi in tutto il mondo (gli uomini occupati sono 1,8 miliardi), 200 milioni in più rispetto a dieci anni fa. Tuttavia, ovunque nel mondo, le donne restano ben più esposte degli uomini alla disoccupazione, ai lavori a basso rendimento, ai salari bassi e più della metà ha un lavoro ‘vulnerabile’.
Circa la metà delle donne impiega 3 mesi per reperire il lavoro, gli uomini 2 mesi. Gli uomini, già a un anno dal conseguimento del titolo, occupano posizioni di più alto livello rispetto alle donne. A cinque anni dal conseguimento del titolo, le mamme occupate sono il 74,5% contro l’84% delle laureate senza figli.
A incoraggiare le giovani donne a “uscire dall'ombra e cogliere l'opportunità” è la Commissione europea, che, in occasione dell’8 marzo, ha organizzato una conferenza a Bruxelles per presentare i risultati del progetto pilota di ‘job shadowing’, avviato due anni fa per stimolare l'interesse tra le giovani donne che devono ancora prendere una decisione sul loro futuro professionale.
La fotografia delle donne nel mondo del lavoro scattata da un rapporto diffuso dalla Commissione europea, che sarà trasmesso agli Stati membri in occasione del summit di primavera dell’8 e 9 marzo. Spidla: “Abbiamo ancora della strada da fare per far sì che anche quella femminile sia un’occupazione ‘migliore’”.
Il direttore generale del Censis spiega a LABITALIA che serve un cambiamento culturale: “Bisogna parlarne senza temere di essere banali: le donne faticano a conciliare il lavoro con la famiglia. La soluzione può e deve arrivare anche dal part time, uno strumento che deve essere incentivato in tutte le sue forme”.
In occasione della chiusura ribadite le battaglie portate avanti dal Paese. Per il ministro Pollastrini, “Paese spacciato se lavora solo 27% delle donne del Sud”. Mentre il sottosegretario Linguiti ha lanciato il nuovo programma ‘La rete delle donne nel Mediterraneo’ per il 2008, anno del dialogo interculturale.
Il sottosegretario al Lavoro, Rosa Rinaldi, ha ribadito l’impegno del governo per combattere il sommerso femminile. I settori nei quali si concentra il lavoro nero ‘rosa’ sono quelli che riguardano i servizi e la cura alle famiglie e alle persone, ma anche i servizi al territorio e alle imprese. E, a sorpresa, il lavoro irregolare nel 2007 presenta caratteri di sicurezza e di continuità nel tempo maggiori rispetto al lavoro regolare e più per le straniere che non per le italiane.
Tra le neo-assunte aumentano contratti a termine e collaborazioni e la maternità continua a essere ancora un forte ostacolo al naturale proseguimento della carriera lavorativa. È uno degli aspetti evidenziati dal Rapporto Isfol 2007, che ha fatto luce anche su formazione, sicurezza sul lavoro e professioni.
Il bilancio del ‘2007-Anno europeo delle pari opportunità per tutti’, promosso dalla Commissione europea, tracciato in occasione dell’evento conclusivo che si è svolto a Lisbona. Un’occasione anche per guardare anche al futuro: nel 2008, una nuova iniziativa della Commissione europea volta ad affrontare il problema della discriminazione che si registra al di fuori del posto di lavoro.
Una due giorni dedicata a fare il punto sulle azioni svolte ma soprattutto sulle prospettive e che ha visto riunite attorno a un tavolo quattro donne sottosegretario: Donatella Linguiti (Diritti e Pari opportunità), Franca Donaggio (Solidarietà sociale), Maria Chiara Acciarini (Politiche per la famiglia) e Rosa Rinaldi (Lavoro e Previdenza sociale).
Da ‘Melting box’ di Torino arriva la denuncia: non sono ancora sufficienti i passi avanti compiuti, nel mondo del lavoro, per impedire nuove forme di discriminazione. Per il sottosegretario ai Diritti e Pari opportunità, Donatella Linguiti, “l’obiettivo reale è una piena democrazia, oggi ancora un sogno da costruire”.
Progetto per la certificazione volontaria che un’organizzazione privata o pubblica può ottenere se è in grado di dimostrare che adotta strategie e pratiche aziendali non discriminanti di organizzazione del lavoro. Rinaldi: “E’ un’iniziativa importantissima, visto che negli ultimi anni l’occupazione femminile presenta ancora forti fragilità”.
Il sottosegretario ai Diritti e alle Pari Opportunità, Donatella Linguiti, ha presentato il progetto avviato in collaborazione con l’Isfol per l’introduzione anche nei bilanci nazionali, dello strumento raccomandato dalla Ue. La prima applicazione prevista nella Finanziaria 2009.
Il Parlamento di Strasburgo accoglie con favore gli sforzi della Commissione europea volti a intensificare le sue azioni di promozione della parità tra donne e uomini. Ma sottolinea che sono necessari ulteriori sforzi e ulteriori misure “per superare schemi decisionali e operativi obsoleti, specialmente in campo amministrativo” e per migliorare l'integrazione della dimensione di genere in tutti gli ambiti politici.
Il ministero del Lavoro avvia una sperimentazione sul rispetto delle pari opportunità in imprese pubbliche e private. Obiettivo: introdurre buone pratiche per sconfiggere le differenze salariali di genere nel mondo del lavoro, e aiutare l’occupazione di qualità delle donne. Rinaldi: “In Italia il gap retributivo tra uomo e donna è del 23% in meno a sfavore delle donne”.
Un impegno che tutte le produttrici di vino possono sottoscrivere e che dichiara la loro intenzione di dare le stesse opportunità di formazione, retribuzione e carriera a uomini e donne. Debutterà ufficialmente sabato 15 settembre, a Montalcino, nel corso della cerimonia conclusiva del ‘Premio Casato Prime Donne’.
In arrivo 40 milioni di euro per il finanziamento dei progetti di conciliazione dei tempi di cura e di famiglia, previsto dalla legge 53 del 2000. E nei primi mesi dell’anno sono stati emanati due decreti consentire l’assegnazione delle prime somme. La troupe del magazine di Rai Tre è andata a visitare un’azienda dove il lavoro è organizzato tenendo conto anche delle esigenze familiari.
Secondo un’indagine sul lavoro femminile, le donne hanno raggiunto presto l'indipendenza economica, sanno conciliare al meglio le esigenze familiari con quelle professionali, non si sente discriminata, la metà non fa figli perché non li vuole, l'unica cosa che vorrebbe (per il 51,5%) è fare carriera quanto i colleghi maschi e più responsabilità (per il 24,3%).
In tutta Italia, sono più di 700 i casi di discriminazione denunciati alle consigliere di parità tra il 2004 e il 2006, con una netta prevalenza al Nord, seguito dal Sud e poi dal Centro. I risultati del monitoraggio condotto dall’Isfol sull’attività delle consigliere di parità, la rete che fa capo al ministero del Lavoro impegnata sul territorio contro le discriminazioni di genere.
A Roma il primo ‘Forum Donne nel mondo delle professioni’, organizzato da Fondo Professioni, il fondo paritetico nazionale per la formazione continua negli studi professionali e nelle aziende collegate. È donna almeno il 60% dei professionisti dell'area medico-sanitaria (medici, veterinari, psicologi), il 30% dei quelli del settore economico e amministrativo (consulenti del lavoro, ragionieri, commercialisti) e il 40% dell'area giuridica (notai, avvocati).
Ogni azienda deciderà in piena autonomia quali iniziative organizzare per l’iniziativa organizzata da Job24-Il Sole 24 Ore. Ma secondo un’indagine di ‘Monster.it’ il 76% degli italiani non è conoscenza dell’esistenza della festa. Coloro che, invece, porteranno i propri figli in azienda e in ufficio rappresentano solo il 18% degli intervistati.
Il presidente della Repubblica ha inaugurato a Roma l’Anno Europeo delle Pari Opportunità. Il ministro Pollastrini: “Ci sono montagne da scalare in termini di mentalità”, mentre per il presidente del Consiglio, Romano Prodi, “c'è un lavoro da fare enorme per le pari opportunità: non si tratta di un lavoro di legislazione, ma anche di un fatto di comportamento quotidiano”.
Approvata una relazione sulla comunicazione della Commissione in merito alla tabella di marcia per la parità tra donne e uomini 2006-2010. Per chiedere più impegno per garantire l'uguaglianza di genere e tolleranza zero nei confronti della violenza contro le donne. Sul fronte dell’occupazione, Strasburgo invita ad assicurare “pari salario per pari lavoro” e a favorire la conciliazione.
La percentuale di quante sono più vulnerabili alle condizioni del mercato del lavoro raggiunge quota 86,5%, 13 punti in più rispetto al dato su base nazionale. E’ quanto emerge dall’indagine ‘La regione Lazio, il lavoro delle donne e le facce della precarietà’, realizzato dall’Osservatorio permanente sul lavoro atipico in Italia e presentato a Roma dall’Ires Cgil.
Sesta edizione per la manifestazione dedicata alla comicità al femminile, ideata e diretta da ‘Eventiduemila entertainment’. Gianna Tani: “Le donne che in Italia fanno devono uscire dalla caricatura e dalla modalità che le vuole necessariamente brutte. Le attrici comiche, però, oltre a essere carine devono saper costruire il proprio personaggio”.
Il IX Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani conferma il divario di genere all’ingresso del mercato del lavoro nella popolazione formata ai più alti livelli. Cammelli: “Nelle fasi di espansione dell’occupazione le differenze di genere tendono a ridursi, mentre l’affacciarsi di difficoltà occupazionali si trasferisce, prima di tutto, sulla componente femminile”.
Italia Lavoro ha costruito un ‘indice di pari opportunità’, individuando 5 gruppi di mercati del lavoro: ‘discriminatori’, ‘dispari’, ‘in via di sviluppo’, ‘paritari’, ‘virtuosi’. Ne esce un panorama a macchia di leopardo, che complessivamente conferma la situazione di un paese diviso in due da Nord a Sud. Ma a pesare sull’alto tasso di inattività femminile è anche l’effetto scoraggiamento.
A rilanciare l’allarme, in occasione dell’8 marzo (che nel 2007 si celebra nell’Anno europeo delle pari opportunità), è la Commissione europea, che ha presentato al Consiglio europeo di primavera il rapporto annuale 2007 sull’eguaglianza tra donne e uomini, il primo da quando Bruxelles ha avviato la ‘roadmap di genere’.
Secondo un nuovo studio dell’Ilo, pubblicato in occasione della Giornata mondiale della donna, le donne al mondo che lavorano non sono mai state così numerose, tuttavia il persistere di differenze rispetto ai lavoratori uomini a livello di status, sicurezza del posto di lavoro, salario e accesso all’istruzione sta contribuendo alla ‘femminilizzazione dei lavoratori poveri’.
Un trend cui si affiancano due ulteriori problemi legati alle gravi conseguenze socio-psicologiche derivanti dall’infortunio: il difficile recupero della autostima e l’incapacità di ricostruire una serena vita affettiva familiare, sociale e lavorativa. I risultati del rapporto ‘Donne, infortuni sul lavoro e tutela delle vittime’, presentato dall’Anmil.
Il sottosegretario al Lavoro e Previdenza sociale, Rosa Rinaldi, in un’intervista a LABITALIA, parla delle criticità dell’occupazione femminile in Italia, alla vigilia dell’8 marzo (che nel 2007 cade nell’Anno europeo delle pari opportunità), mentre è impegnata nella 51esima sessione della Commissione sullo status delle donne delle Nazioni Unite, a New York, dove ha partecipato anche al centenario dell’Internazionale delle donne socialiste.
Sono ancora troppe poche le donne ai vertici delle aziende e nelle posti di responsabilità in Italia. In occasione dell’Anno europeo delle pari opportunità, LABITALIA ha intervistato tre imprenditrici di successe, che sono riuscite a conciliare la carriera e la vita familiare: Marina Salomon, Giannola Nonino e Paola Patti.
Le decisioni di lavorare e di avere figli, in Europa, sono influenzate non solo dalle caratteristiche individuali delle donne, ma anche dalla disponibilità degli asili nido, di una rete familiare di supporto alla madre lavoratrice, dagli orari flessibili aziendali e dalla ‘generosità’ dei congedi parentali. Il sottosegretario al ministero del Lavoro, Rosa Rinaldi, ha ribadito la necessità di fare una riflessione e di attivare meccanismi concreti per modificare il mercato del lavoro.
Secondo la Coldiretti, un'impresa su quattro in agricoltura è a conduzione femminile. E un agriturismo su tre è in mano a donne. “Sta per finire definitivamente - dice Daniela Santori, delegata nazionale del coordinamento Donne Impresa della Coldiretti- aggiunge Santori - il tabù che legava l'impresa agricola al 'maschio'. Oggi c’è un grande ingresso nel settore di donne giovani, istruite, che vengono anche da esperienze lavorative in altri settori, che scelgono di tornare alla terra”.
Il 2007, per la Commissione europea, è l’anno per celebrare e sottolineare l’impegno per l’uguaglianza nella Ue e dare nuovo impulso alle azioni dirette a garantire la piena applicazione della legislazione comunitaria antidiscriminazione, che finora ha incontrato troppi ostacoli e ritardi. L’apertura ufficiale dell’Anno europeo è in programma il 30 e 31 gennaio, a Berlino.
Presentati i risultati dell’attività delle consigliere regionali e provinciali di parità e le attività del Centro studi, ricerche e documentazione dell’Ufficio della consigliera nazionale di parità, curato dall’Isfol, alla presenza dei sottosegretari Rosa Rinaldi e Donatella Linguiti. Rauti: “Ricostruire i casi di discriminazione per denunciare e trovare soluzioni”.
Contrastare le discriminazioni salariali e favorire il passaggio delle donne dal lavoro precario al lavoro a tempo indeterminato. Sono questi gli obiettivi del progetto del ministero del Lavoro e Previdenza sociale per l’Anno europeo contro le discriminazioni, presentato dal ministro Cesare Damiano e dal sottosegretario Rosa Rinaldi.
Boom dei servizi privati per i bambini da 0 a 3 anni: sono più che triplicati in 5 anni. Lo rivela l'indagine nazionale sugli asili nido realizzata dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e adolescenza. Ma il maggior numero di asili nido non ci ha avvicinato affatto ai livelli europei: solo 10 bambini su 100, infatti, trovano posto in una struttura.
Seconda riunione annuale della rete nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parità, istituita presso il ministero del Lavoro e della Previdenza sociale. La consigliera nazionale Isabella Rauti sottolinea che occorre “monitorare le condizioni del lavoro flessibile, per evitare che si tramuti in una forma non solo di frammentazione dei percorsi lavorativi, ma anche di vulnerabilità esistenziale”. Nell’occasione, è stato fatto il punto sul programma delle attività svolte dalla rete attraverso i nove gruppi tematici.
La maternità è ancora la causa principale dell'abbandono del lavoro da parte delle donne. Un evento che risulta essere, oltre che di difficile gestione da parte di aziende e datori di lavoro, anche fonte di diverse pratiche discriminatorie. Il quadro tracciato nella ricerca ‘Maternità, lavoro, discriminazioni’, realizzata dall’Isfol per l’Ufficio della consigliera nazionale di parita’.
Da una ricerca Federmanager emerge un alto spirito di intraprendenza femminile che consente di raggiungere i più elevati livelli organizzativi di un’impresa. Il 68,8% delle neoassunte, infatti, occupa un posto nelle direzione generale. Ma solo il 30% è stato assunto con la qualifica di dirigente nell’attuale impresa.
Iniziativa promossa da ‘Job 24’ del ‘Sole 24 Ore’, con il patrocinio del ministero delle Pari opportunità e in collaborazione con il Corriere della Sera. Per un giorno, accanto a penne e pc ci saranno pappine e merendine, senza disturbare troppo l’occupazione materna. Isabella Rauti: “Per le madri lavoratrici servono politiche sistematiche”.
Tra il 2003 e il 2005, il numero delle imprese femminili attive a Roma è aumentato di 3.562 unità, vale a dire del 6,7%, arrivando a quota 56.876. Cresce la leadership femminile all’interno dell’impresa. I risultati del dossier Censis ‘Le imprese femminili a Roma’, presentato nell’ambito di ‘Expo Impresa Donna’, promosso dalla Camera di commercio di Roma e da Bic Lazio.
Un dibattito organizzato con l’Inail per fare il punto sulle politiche di genere e per ribadire con forza che la promozione delle pari opportunità deve fare un salto di qualità e diventare una vera e propria cultura organizzativa delle amministrazioni. Castro: “Nella P.a ancora ostacoli a valorizzazione donna”. Isabella Rauti: “Affermare politiche di mainstreaming”.
Sarà più facile, per le imprese, redigere i rapporti sulla situazione del personale. Grazie al software software realizzato, nell'ambito del progetto 'Part-time', dall'agenzia tecnica del ministero del Welfare Italia Lavoro in stretto raccordo con la rete nazionale delle consigliere di parità. Rauti: “Best practice da estendere nella P.a.”. Forlani: “Strumento per agevolare politiche attive”.
Presentato il rapporto ‘Impresa in Genere’, realizzato da Unioncamere. Le imprese femminili attive oggi sono oltre 1,2 milioni su un totale di circa 5 milioni. Vale a dire il 23,8%, pari a una crescita dell'1,8% rispetto al 2004, superiore a quella del totale delle imprese italiane (+1,1%). Galati: “Le donne hanno dimostrato di credere nella possibilità di fare impresa e i dati del VI bando della legge 215/92 lo dimostrano”.
E' al femminile oltre il 75% dei nuovi posti di lavoro creati nella Ue negli ultimi cinque anni, ma il tasso di occupazione 'in rosa' è ancora inferiore di 15 punti rispetto a quello maschile. Le donne sono 'confinate' in pochi settori, difficilmente fanno carriera e, rispetto ai colleghi uomini, guadagnano almeno il 15% in meno. Per questo, la Commissione lancia una ‘roadmap’ per la parità.
In occasione dei XX Giochi olimpici, la provincia di Torino e la rete delle consigliere di parità invitano a valorizzare l'impegno e le capacità delle atlete, cui sono riservati spesso percorsi personali più precari, meno onerosi e soddisfacenti rispetto a quelli dei colleghi maschi. Isabella Rauti: “Garantire l’indennità di maternità”. Cima: “Torino diventi modello di eccellenza”.
Assemblea plenaria per la rete delle consigliere di parità, con tutte le rappresentanti regionali e provinciali, e un’occasione per rilanciare sul territorio l'azione a favore delle pari opportunità sul lavoro, oltre a fare il punto sul programma di attività svolto dalla rete attraverso i gruppi tematici. Isabella Rauti: “Cogliere il disagio sociale per dare risposte adeguate”.
Nel mondo, una donna su cinque è destinata a essere violentata o a subire un tentativo di violenza e, in una grande città come Roma, ogni tre giorni si consuma un reato di violenza sessuale. Per questo, Telefono Rosa ha prodotto uno spot destinato alle radio e alle tv, presentato a Roma. Testimonial d’eccezione, 4 grandi atlete olimpiche che hanno prestato gratuitamente volto e voce.
Un convegno organizzato a Roma dall’Isfol e dal ministero del Welfare ha fatto il punto sui differenziali retributivi di genere. Ne è emerso che le donne lavorano mediamente meno rispetto agli uomini, in termini di ore settimanali, e si concentrano in settori dove il salario è più basso. Ma, a parità di profilo formativo e di inquadramento contrattuale, guadagnano meno.
Si è tenuto a Roma, presso il Campidoglio, l’incontro dedicato alle donne ‘Un filo che unisce mondi e culture diverse’, organizzato dall’associazione Telefono Rosa d’intesa con ‘Libera’ guidata da Rita Borsellino e da ‘Aidos’. Ospite d’eccezione, il premio nobel per la pace 2003, Shirin Ebadi, che da anni lotta in Iran per l’affermazione dei diritti umani.
Un sondaggio effettuato su 1.000 imprenditrici italiane rivela che 6 donne su 10 sono convinte che fare carriera sia più semplice per gli uomini e per l’82% la maternità può costituire un ostacolo. Intanto, continua a ritmo sostenuto la crescita di imprese femminili, registrando in un anno 30 mila aziende in più (+2,4%), soprattutto al Centro e al Mezzogiorno.
Più di 876 mila i posti di lavoro creati e un fatturato totale pari a 110 miliardi e 190 milioni di euro, l’8,3% del totale nazionale, grazie alle 700 mila imprenditrici italiane. In Lombardia le aziende più ‘produttive’, con il 18,7% del fatturato complessivo. La fotografia delle imprese individuali femminili in un’elaborazione della Camera di commercio di Milano.
In Italia, un’impresa su quattro è guidata da donne. Con la legge 215 del 1992, che mira a fornire agevolazioni a imprese, cooperative e società gestite prevalentemente da donne, il governo ha fornito un contributo notevole all’incremento della presenza femminile nel mondo imprenditoriale e intende proseguire su questa strada, come ha assicurato il sottosegretario alle Attività produttive.
Inaugurato il percorso fotografico dedicato al lavoro femminile tra ‘800 e ‘900, allestito dall'ufficio nazionale della consigliera di parita' del ministero del Welfare, a Roma, al Complesso monumentale del Vittoriano. L'iniziativa è promossa nell'ambito del progetto 'Part-time', realizzato in collaborazione con Italia Lavoro. I commenti di Isabella Rauti, Lea Battistoni e Natale Forlani.
A Roma convegno organizzato dal ministero del Welfare su ‘Pari opportunità e servizi per l’impiego’. Nonostante l’ingresso massiccio nel mercato del lavoro delle donne, rimane grande la disparità fra i due sessi. “Occorre intervenire sul deficit dei servizi pubblici in alcune aree”, afferma il sottosegretario Viespoli, mentre il direttore generale Lea Battistoni avverte: “Le aziende si fanno sfuggire, con le donne, manodopera molto qualificata”.
Finanziati progetti per 296,17 mln di euro. Commercio, turismo e servizi è il macro-settore più gettonato dalle aspiranti imprenditrici, seguito dal manifatturiero e dall’agricoltura. Tra le regioni italiane, a detenere il record per il numero di domande agevolate è la Campania. Quanto al titolo di studio delle aspiranti imprenditrici, prevale il diploma di maturità.
Il 23,5/ delle aziende italiane è in ‘rosa’. Il numero maggiore di imprese femminili si concentra nelle regioni meridionali continentali Dopo commercio e agricoltura, i settori più gettonati sono le attività manifatturiere (10,6%), quelle immobiliari (9,5%) e gli altri servizi pubblici, sociali e personali (8,9%). I risultati del ‘Primo rapporto nazionale imprese femminili’ in Italia.
 
 Italia Lavoro e Confartigianato per sostegno imprese a Prato
 ‘Pari’, in Basilicata 122 aziende coinvolte e 220 lavoratori assunti
 ‘Ites’, seminario a Buenos Aires per comunità italiane
 ‘Pari’, in Sicilia potenziato il tavolo di governance
 Contrastare crescita zero del Paese guardando alla crescita sociale

Un intervento del presidente di Labitalia, Michele Dau, sul Sole 24 Ore, in cui afferma che “solo la crescita dell’impegno diretto della società può dare oggi all’economia una spinta maggiore di quella che l’economia da sola non riesce a darsi”....

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