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Nel 2007 sono stati registrati 181 casi di discriminazione legati alla mancata tutela economica delle mamme lavoratrici e 260 relativi alla mancata tutela fisica delle lavoratrici gestanti. Nel primo semestre del 2008, i mancati riconoscimenti economici hanno interessato 286 donne lavoratrici.
La regione Calabria, grazie all’iniziativa della consigliera regionale di parità, Stella Ciarletta, si prepara a vivere una stagione unica dal punto di vista delle pari opportunità. Un mix di politiche incentivanti per l’autoimpiego e di politiche conciliative, con l’obiettivo di avvicinare al lavoro le donne. LABITALIA ne ha parlato con la consigliera di parità.
Costa: “Abbiamo stanziato 1.800.000 euro per preparare adeguatamente donne tra 21 e 50 anni di età, preferibilmente mamme, che attiveranno nuove forme di lavoro e rafforzeranno le reti di prossimità che fanno crescere le realtà urbane”.
Tibaldi: “Il contributo regionale sarà investito in una campagna di comunicazione per diffondere tra le donne informazioni sull’esistenza del progetto e sulle modalità di adesione. In particolare, i responsabili della Fondazione stanno attrezzando un camper come ufficio di consulenza itinerante”.
Gli eurodeputati manifestano preoccupazione per la mancanza di progressi nel colmare il divario nella retribuzione tra uomini e donne, che si è stabilmente assestato sul 15% dal 2003, scendendo di un solo punto dal 2000. Approvata una relazione in cui si ribadisce l’importanza della politica sulle pari opportunità a livello comunitario.
Battistoni: “La regione intende avvalersi di questa esperienza e attuare un sistema di accreditamento regionale che consenta di premiare le aziende migliori, le aziende più virtuose e allo stesso tempo consenta a queste aziende di avere una serie di benefici anche in termini di partecipazione a gare pubbliche”.
Parlato: “In un momento come l’attuale, in cui si registra una crisi generalizzata delle professioni e dei mestieri marittimi, le donne potrebbero diventare una risorsa insostituibile per tutta la marineria”.
Tibaldi: “Come amministrazione regionale abbiamo già realizzato il piano triennale per l’occupazione, che è stato il nostro primo atto, e adesso stiamo lavorando al Testo unico in materia di lavoro e al masterplan dei servizi per l’impiego”.
Molte casalinghe indicano, come prima causa dell’infortunio, la distrazione-disattenzione (60,7%). Quasi una donne su tre (37,2%) si è infortunata con una ferita da taglio, che si conferma la principale variabile di incidente. I risultati del sondaggio effettuato dall’Eurispes in collaborazione con DonnEuropeeFedercasalinghe.
Presentata a Roma la relazione sui rapporti biennali stilati dalle aziende con oltre 100 addetti, in ottemperanza a quanto previsto dal Codice Pari Opportunità. Nel nostro Paese è donna solo il 30,3% dei dirigenti e, se escludiamo la sanità pubblica, solo il 7,3%. Forlani:”Immettere nel mercato giovani laureate”.
Attualmente, nella cabina di regia delle aziende italiane, siedono 140.118 tra amministratori delegati, amministratori unici, consiglieri delegati, presidenti di consiglio di amministrazione e presidenti di consorzio con la gonna, pari al il 20,7% del totale. Rispetto al 2003, sono aumentate soprattutto le amministratrici uniche (oltre 26mila in più).
Dopo aver avviato nel 2006 un percorso di formazione grazie a un finanziamento dell'assessorato all'Istruzione, Diritto allo studio e Formazione della regione Lazio, le donne si sono unite in una cooperativa, la 'Baxtalo-drom'. A presentarla il magazine settimanale sul mondo del lavoro di Rai Tre.
Il 35,5% delle donne svolge un lavoro a tempo pieno, oltre alla quotidiana attività di casalinga. Il 16,6%, invece, dichiara di essere casalinga a tempo pieno e il 14,1% di percepire già la pensione. I risultati del sondaggio effettuato dall’Eurispes in collaborazione con DonnEuropeeFedercasalinghe.
Una nuova figura professionale che opererà nei Centri per l'inclusione finanziaria femminile, creati per facilitare l'accesso al credito e ai servizi finanziari delle imprenditrici. A promuoverne la nascita l'Assessorato all'Istruzione, diritto allo studio e formazione della Regione Lazio, in collaborazione con Bic Lazio.
All’iniziativa, seguita via satellite da 10mila professionisti collegati da 38 consigli provinciali, i consulenti del lavoro si sono confrontati sulla flessibilità. Calderone: “In Italia, se il 52% delle donne che lavorano è costretto a lasciare i figli ai nonni, vuol dire che nel circuito dell'assistenza c’è qualcosa che non va”.
Presentato a Roma il Terzo Rapporto dell'Osservatorio permanente sul lavoro atipico in Italia 2008, curato da Ires Cgil e Nidil. Sono oltre 3 milioni e 400mila gli instabili e, a essere particolarmente svantaggiate, soprattutto le donne giovani: più della metà delle ragazze occupate di età compresa tra 15 e 24 anni svolge un lavoro instabile.
Alla fine di giugno 2007, risultavano attive in provincia di Roma 60.173 imprese femminili. E’ quanto emerge dallo studio sull’imprenditoria femminile nella provincia presentato nel corso di ‘Expo Impresa Donna 2008’, il secondo workshop sull’imprenditoria femminile promosso dal Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Roma e da Bic Lazio.
Sono i dati sugli infortuni al femminile diffusi, in occasione dell’8 marzo, dall’Inail, che presto lancerà una banca dati al femminile: una sezione del sito istituzionale (www.inail.it) che, oltre ai dati sugli infortuni, prevede l’utilizzo di flussi informativi provenienti da altre fonti statistiche ufficiali, principalmente Istat e Inps.
Sempre più donne lavorano: 1,2 miliardi in tutto il mondo (gli uomini occupati sono 1,8 miliardi), 200 milioni in più rispetto a dieci anni fa. Tuttavia, ovunque nel mondo, le donne restano ben più esposte degli uomini alla disoccupazione, ai lavori a basso rendimento, ai salari bassi e più della metà ha un lavoro ‘vulnerabile’.
Circa la metà delle donne impiega 3 mesi per reperire il lavoro, gli uomini 2 mesi. Gli uomini, già a un anno dal conseguimento del titolo, occupano posizioni di più alto livello rispetto alle donne. A cinque anni dal conseguimento del titolo, le mamme occupate sono il 74,5% contro l’84% delle laureate senza figli.
A incoraggiare le giovani donne a “uscire dall'ombra e cogliere l'opportunità” è la Commissione europea, che, in occasione dell’8 marzo, ha organizzato una conferenza a Bruxelles per presentare i risultati del progetto pilota di ‘job shadowing’, avviato due anni fa per stimolare l'interesse tra le giovani donne che devono ancora prendere una decisione sul loro futuro professionale.
La fotografia delle donne nel mondo del lavoro scattata da un rapporto diffuso dalla Commissione europea, che sarà trasmesso agli Stati membri in occasione del summit di primavera dell’8 e 9 marzo. Spidla: “Abbiamo ancora della strada da fare per far sì che anche quella femminile sia un’occupazione ‘migliore’”.
Il direttore generale del Censis spiega a LABITALIA che serve un cambiamento culturale: “Bisogna parlarne senza temere di essere banali: le donne faticano a conciliare il lavoro con la famiglia. La soluzione può e deve arrivare anche dal part time, uno strumento che deve essere incentivato in tutte le sue forme”.
In occasione della chiusura ribadite le battaglie portate avanti dal Paese. Per il ministro Pollastrini, “Paese spacciato se lavora solo 27% delle donne del Sud”. Mentre il sottosegretario Linguiti ha lanciato il nuovo programma ‘La rete delle donne nel Mediterraneo’ per il 2008, anno del dialogo interculturale.
Il sottosegretario al Lavoro, Rosa Rinaldi, ha ribadito l’impegno del governo per combattere il sommerso femminile. I settori nei quali si concentra il lavoro nero ‘rosa’ sono quelli che riguardano i servizi e la cura alle famiglie e alle persone, ma anche i servizi al territorio e alle imprese. E, a sorpresa, il lavoro irregolare nel 2007 presenta caratteri di sicurezza e di continuità nel tempo maggiori rispetto al lavoro regolare e più per le straniere che non per le italiane.
Tra le neo-assunte aumentano contratti a termine e collaborazioni e la maternità continua a essere ancora un forte ostacolo al naturale proseguimento della carriera lavorativa. È uno degli aspetti evidenziati dal Rapporto Isfol 2007, che ha fatto luce anche su formazione, sicurezza sul lavoro e professioni.
Il bilancio del ‘2007-Anno europeo delle pari opportunità per tutti’, promosso dalla Commissione europea, tracciato in occasione dell’evento conclusivo che si è svolto a Lisbona. Un’occasione anche per guardare anche al futuro: nel 2008, una nuova iniziativa della Commissione europea volta ad affrontare il problema della discriminazione che si registra al di fuori del posto di lavoro.
Una due giorni dedicata a fare il punto sulle azioni svolte ma soprattutto sulle prospettive e che ha visto riunite attorno a un tavolo quattro donne sottosegretario: Donatella Linguiti (Diritti e Pari opportunità), Franca Donaggio (Solidarietà sociale), Maria Chiara Acciarini (Politiche per la famiglia) e Rosa Rinaldi (Lavoro e Previdenza sociale).
Da ‘Melting box’ di Torino arriva la denuncia: non sono ancora sufficienti i passi avanti compiuti, nel mondo del lavoro, per impedire nuove forme di discriminazione. Per il sottosegretario ai Diritti e Pari opportunità, Donatella Linguiti, “l’obiettivo reale è una piena democrazia, oggi ancora un sogno da costruire”.
Progetto per la certificazione volontaria che un’organizzazione privata o pubblica può ottenere se è in grado di dimostrare che adotta strategie e pratiche aziendali non discriminanti di organizzazione del lavoro. Rinaldi: “E’ un’iniziativa importantissima, visto che negli ultimi anni l’occupazione femminile presenta ancora forti fragilità”.
Il sottosegretario ai Diritti e alle Pari Opportunità, Donatella Linguiti, ha presentato il progetto avviato in collaborazione con l’Isfol per l’introduzione anche nei bilanci nazionali, dello strumento raccomandato dalla Ue. La prima applicazione prevista nella Finanziaria 2009.
Il Parlamento di Strasburgo accoglie con favore gli sforzi della Commissione europea volti a intensificare le sue azioni di promozione della parità tra donne e uomini. Ma sottolinea che sono necessari ulteriori sforzi e ulteriori misure “per superare schemi decisionali e operativi obsoleti, specialmente in campo amministrativo” e per migliorare l'integrazione della dimensione di genere in tutti gli ambiti politici.
Il ministero del Lavoro avvia una sperimentazione sul rispetto delle pari opportunità in imprese pubbliche e private. Obiettivo: introdurre buone pratiche per sconfiggere le differenze salariali di genere nel mondo del lavoro, e aiutare l’occupazione di qualità delle donne. Rinaldi: “In Italia il gap retributivo tra uomo e donna è del 23% in meno a sfavore delle donne”.
Un impegno che tutte le produttrici di vino possono sottoscrivere e che dichiara la loro intenzione di dare le stesse opportunità di formazione, retribuzione e carriera a uomini e donne. Debutterà ufficialmente sabato 15 settembre, a Montalcino, nel corso della cerimonia conclusiva del ‘Premio Casato Prime Donne’.
In arrivo 40 milioni di euro per il finanziamento dei progetti di conciliazione dei tempi di cura e di famiglia, previsto dalla legge 53 del 2000. E nei primi mesi dell’anno sono stati emanati due decreti consentire l’assegnazione delle prime somme. La troupe del magazine di Rai Tre è andata a visitare un’azienda dove il lavoro è organizzato tenendo conto anche delle esigenze familiari.
Secondo un’indagine sul lavoro femminile, le donne hanno raggiunto presto l'indipendenza economica, sanno conciliare al meglio le esigenze familiari con quelle professionali, non si sente discriminata, la metà non fa figli perché non li vuole, l'unica cosa che vorrebbe (per il 51,5%) è fare carriera quanto i colleghi maschi e più responsabilità (per il 24,3%).
In tutta Italia, sono più di 700 i casi di discriminazione denunciati alle consigliere di parità tra il 2004 e il 2006, con una netta prevalenza al Nord, seguito dal Sud e poi dal Centro. I risultati del monitoraggio condotto dall’Isfol sull’attività delle consigliere di parità, la rete che fa capo al ministero del Lavoro impegnata sul territorio contro le discriminazioni di genere.
A Roma il primo ‘Forum Donne nel mondo delle professioni’, organizzato da Fondo Professioni, il fondo paritetico nazionale per la formazione continua negli studi professionali e nelle aziende collegate. È donna almeno il 60% dei professionisti dell'area medico-sanitaria (medici, veterinari, psicologi), il 30% dei quelli del settore economico e amministrativo (consulenti del lavoro, ragionieri, commercialisti) e il 40% dell'area giuridica (notai, avvocati).
Ogni azienda deciderà in piena autonomia quali iniziative organizzare per l’iniziativa organizzata da Job24-Il Sole 24 Ore. Ma secondo un’indagine di ‘Monster.it’ il 76% degli italiani non è conoscenza dell’esistenza della festa. Coloro che, invece, porteranno i propri figli in azienda e in ufficio rappresentano solo il 18% degli intervistati.
Il presidente della Repubblica ha inaugurato a Roma l’Anno Europeo delle Pari Opportunità. Il ministro Pollastrini: “Ci sono montagne da scalare in termini di mentalità”, mentre per il presidente del Consiglio, Romano Prodi, “c'è un lavoro da fare enorme per le pari opportunità: non si tratta di un lavoro di legislazione, ma anche di un fatto di comportamento quotidiano”.
Approvata una relazione sulla comunicazione della Commissione in merito alla tabella di marcia per la parità tra donne e uomini 2006-2010. Per chiedere più impegno per garantire l'uguaglianza di genere e tolleranza zero nei confronti della violenza contro le donne. Sul fronte dell’occupazione, Strasburgo invita ad assicurare “pari salario per pari lavoro” e a favorire la conciliazione.
La percentuale di quante sono più vulnerabili alle condizioni del mercato del lavoro raggiunge quota 86,5%, 13 punti in più rispetto al dato su base nazionale. E’ quanto emerge dall’indagine ‘La regione Lazio, il lavoro delle donne e le facce della precarietà’, realizzato dall’Osservatorio permanente sul lavoro atipico in Italia e presentato a Roma dall’Ires Cgil.
Sesta edizione per la manifestazione dedicata alla comicità al femminile, ideata e diretta da ‘Eventiduemila entertainment’. Gianna Tani: “Le donne che in Italia fanno devono uscire dalla caricatura e dalla modalità che le vuole necessariamente brutte. Le attrici comiche, però, oltre a essere carine devono saper costruire il proprio personaggio”.
Il IX Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani conferma il divario di genere all’ingresso del mercato del lavoro nella popolazione formata ai più alti livelli. Cammelli: “Nelle fasi di espansione dell’occupazione le differenze di genere tendono a ridursi, mentre l’affacciarsi di difficoltà occupazionali si trasferisce, prima di tutto, sulla componente femminile”.
Italia Lavoro ha costruito un ‘indice di pari opportunità’, individuando 5 gruppi di mercati del lavoro: ‘discriminatori’, ‘dispari’, ‘in via di sviluppo’, ‘paritari’, ‘virtuosi’. Ne esce un panorama a macchia di leopardo, che complessivamente conferma la situazione di un paese diviso in due da Nord a Sud. Ma a pesare sull’alto tasso di inattività femminile è anche l’effetto scoraggiamento.
A rilanciare l’allarme, in occasione dell’8 marzo (che nel 2007 si celebra nell’Anno europeo delle pari opportunità), è la Commissione europea, che ha presentato al Consiglio europeo di primavera il rapporto annuale 2007 sull’eguaglianza tra donne e uomini, il primo da quando Bruxelles ha avviato la ‘roadmap di genere’.
Secondo un nuovo studio dell’Ilo, pubblicato in occasione della Giornata mondiale della donna, le donne al mondo che lavorano non sono mai state così numerose, tuttavia il persistere di differenze rispetto ai lavoratori uomini a livello di status, sicurezza del posto di lavoro, salario e accesso all’istruzione sta contribuendo alla ‘femminilizzazione dei lavoratori poveri’.
Un trend cui si affiancano due ulteriori problemi legati alle gravi conseguenze socio-psicologiche derivanti dall’infortunio: il difficile recupero della autostima e l’incapacità di ricostruire una serena vita affettiva familiare, sociale e lavorativa. I risultati del rapporto ‘Donne, infortuni sul lavoro e tutela delle vittime’, presentato dall’Anmil.
Il sottosegretario al Lavoro e Previdenza sociale, Rosa Rinaldi, in un’intervista a LABITALIA, parla delle criticità dell’occupazione femminile in Italia, alla vigilia dell’8 marzo (che nel 2007 cade nell’Anno europeo delle pari opportunità), mentre è impegnata nella 51esima sessione della Commissione sullo status delle donne delle Nazioni Unite, a New York, dove ha partecipato anche al centenario dell’Internazionale delle donne socialiste.
Sono ancora troppe poche le donne ai vertici delle aziende e nelle posti di responsabilità in Italia. In occasione dell’Anno europeo delle pari opportunità, LABITALIA ha intervistato tre imprenditrici di successe, che sono riuscite a conciliare la carriera e la vita familiare: Marina Salomon, Giannola Nonino e Paola Patti.
Le decisioni di lavorare e di avere figli, in Europa, sono influenzate non solo dalle caratteristiche individuali delle donne, ma anche dalla disponibilità degli asili nido, di una rete familiare di supporto alla madre lavoratrice, dagli orari flessibili aziendali e dalla ‘generosità’ dei congedi parentali. Il sottosegretario al ministero del Lavoro, Rosa Rinaldi, ha ribadito la necessità di fare una riflessione e di attivare meccanismi concreti per modificare il mercato del lavoro.
Secondo la Coldiretti, un'impresa su quattro in agricoltura è a conduzione femminile. E un agriturismo su tre è in mano a donne. “Sta per finire definitivamente - dice Daniela Santori, delegata nazionale del coordinamento Donne Impresa della Coldiretti- aggiunge Santori - il tabù che legava l'impresa agricola al 'maschio'. Oggi c’è un grande ingresso nel settore di donne giovani, istruite, che vengono anche da esperienze lavorative in altri settori, che scelgono di tornare alla terra”.
Il 2007, per la Commissione europea, è l’anno per celebrare e sottolineare l’impegno per l’uguaglianza nella Ue e dare nuovo impulso alle azioni dirette a garantire la piena applicazione della legislazione comunitaria antidiscriminazione, che finora ha incontrato troppi ostacoli e ritardi. L’apertura ufficiale dell’Anno europeo è in programma il 30 e 31 gennaio, a Berlino.
 
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