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Dal contenimento dei costi dei libri di testo al ritorno al maestro unico e del voto in condotta fino agli stanziamenti per l’edilizia scolastica. Punto per punto le novità introdotte dal decreto Gelmini, approvato in via definitiva da Palazzo Madama, con 164 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti.
Il Consiglio dei ministri ha esaminato le linee guida per la consultazione delle parti sociali su un disegno di legge delega per la regolamentazione e prevenzione dei conflitti collettivi di lavoro e il buon funzionamento del sistema di relazioni industriali, già annunciato nei giorni scorsi dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. I contenuti punto per punto.
Il provvedimento passa ora all'esame del Senato, che avrà tempo fino al 31 ottobre per convertirlo in legge. Tra le novità più rilevanti introdotte dal decreto, il ritorno al maestro unico e ai voti decimali, compreso quello in condotta, il grembiule e l'insegnamento dell'educazione civica.
La Fondazione Studi del Consiglio nazionale dei consulenti ha effettuato un primo censimento degli effetti dell’articolo varato con la Finanziaria ad agosto. Tra le norme che andranno in soffitta, molte vecchie leggi su orario, lavori discontinui e trattamento fiscale dei redditi.
Sostituirà il libro matricola, il libro paga e il registro d'impresa. I datori di lavoro hanno l'obbligo di conservarlo per 5 anni e avranno tempo fino al 31 dicembre per uniformarsi alle nuove regole. Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto, i chiarimenti in una circolare del ministero del Lavoro.
La norma prevede nuove regole per i contratti occasionali, per l’apprendistato e per il lavoro intermittente. Per i dipendenti privati la detassazione degli straordinari, mentre per quelli pubblici la flessibilità e il turn over in caso di assunzioni volte alla stabilizzazione dei precari. Meno adempimenti per le imprese.
Importanti novità in arrivo anche per il lavoro, con l’obiettivo di incoraggiare la maggiore propensione delle imprese ad assumere attraverso la deregolazione della gestione dei rapporti di lavoro e promuovere una agevole regolarizzazione di tutti quei rapporti di lavoro o spezzoni lavorativi che oggi sono quasi sempre irregolari.
Dall'orario ai contratti a termine, fino alle nuove norme sulla sicurezza: ad annunciare la ‘deregulation’ il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, dal palco del convegno dei giovani industriali di Santa Margherita Ligure. Un annuncio che spiazza i sindacati, in particolare la Cgil, la più dura a criticare gli interventi in arrivo.
Approvate due norme di deregolazione di adempimenti, che sarebbero entrati in vigore nei prossimi giorni, appesantendo gli oneri burocratici delle imprese. Soddisfazione dei consulenti del lavoro: “Parte la semplificazione delle discipline vigenti; ma sono altre e più corpose le norme che meritano attenzione nella direzione dell’efficienza nella gestione del rapporto di lavoro”.
Un ritorno al dicastero di Via Veneto, per il senatore di Forza Italia, dove già dal 2001 al 2006, con il precedente governo Berlusconi, è stato sottosegretario, con la delega per il mercato del lavoro. Coautore con Marco Biagi del Libro Bianco sul mercato del lavoro e presidente dell’Associazione ‘Amici di Marco Biagi’, ha curato la riforma che ha preso il nome dal giuslavorista ucciso.
Procedure più snelle grazie ai liberi professionisti, che dal 15 giugno, grazie all’entrata in vigore di un decreto che dà attuazione ai contenuti della legge Visco-Bersani, potranno asseverare la regolarità dei versamenti fiscali e contributivi delle aziende assistite. La presidente Calderone: “Gli ordini professionali hanno funzioni pubbliche”.
Aumenta, nella XVI legislatura, la pattuglia di assessori, giuslavoristi, operai, esperti di previdenza, sindacalisti. Da Rosi Mauro (nella foto), sindacalista leghista, a Antonio Boccuzzi, operaio del Pd scampato al rogo della Thyssen Krupp, ecco tutti i nomi delle new entry legate al mondo del lavoro.
Entra nel vivo l’azione dell’organo istituzionale di coordinamento e promozione delle politiche di vigilanza e contrasto del lavoro sommerso e irregolare, istituito con decreto ministeriale a ottobre 2007. Tra i punti salienti del Regolamento, l’istituzione di gruppi di lavoro che può essere decisa dal presidente (ossia il ministro del Lavoro) per lo studio di argomenti di particolare rilievo.
L’Inail, l’Ispesl, e l’Ipsema, quali enti pubblici nazionali con competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro, esercitano le proprie attività, anche di consulenza, in una logica di sistema con il ministero della Salute, il ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.
Il lavoratore dovrà iscriversi al sito del ministero del Lavoro scaricare il modulo per le dimissioni volontarie, compilarlo e autenticarlo presso le direzioni provinciali del lavoro, uffici comunali o centri per l’impiego.
Il ministro del Lavoro e previdenza sociale, Cesare Damiano, fa il punto sulle azioni introdotte dal governo Prodi in materia di lavoro. Si va dalle misure a favore delle donne e dei soggetti svantaggiati alle rivalutazione delle pensioni e alla riduzione del cuneo fiscale. Per i giovani riscatto della laurea rateizzabile e agevolazioni per l’inserimento lavorativo.
Il sottosegretario al Lavoro spiega a LABITALIA che sul Testo non ci sono problemi di fondo tra governo e sindacati: “Quando si parla di sicurezza lo sforzo è unanime: lavoratori e datori di lavoro la pensano allo stesso modo. A cambiare, magari, possono essere i percorsi che sono di natura diversa”.
Al vertice di maggioranza, il premier Romano Prodi ha presentato le sue proposte per far recuperare potere d’acquisto ai salari: alleggerire il carico della tassazione sul lavoro, acquisendo risorse dall’extragettito e dalla lotta alla evasione. Ma il Tesoro frena: per ora niente soldi.
Dal 1° gennaio sono stati introdotti gli ‘scalini’ al posto dello ‘scalone’ previdenziale della legge Maroni ed è aumentata sia la durata che l’importo dell’indennità di disoccupazione. Con la legge 247/07, che recepisce il protocollo del 23 luglio tra governo e parti sociali, è stato eliminato l’innalzamento a 60 anni dell’età minima prevista per l’accesso alla pensione di anzianità.
Nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, ha tracciato un primo bilancio economico a 19 mesi dall'insediamento del suo governo. E, sul fronte del lavoro, la grande sfida del 2008 per la ripresa, dopo i primi passi compiuti nel 2007, è un patto sui salari con sindacati e imprese per legare aumento della produttività, aumento dei salari e calo delle tasse sui lavoratori dipendenti.
E’ legge l’accordo tra governo e parti sociali del 23 luglio: ha incassato infatti, dopo il voto di fiducia, l’approvazione definitiva del Senato. Previdenza, competitività e mercato del lavoro i capitoli più importanti del provvedimento, che prevede una spesa, nei prossimi 10 anni, di circa 40 miliardi di euro.
Partita dal Consiglio dei ministri in una versione ‘snella’, con una copertura di 10,9 miliardi, già con il primo passaggio in Senato la manovra aveva raggiunto i 12,9 miliardi. Per arrivare nella sua versione definitiva a 16,4 miliardi. Il ddl è cresciuto anche nella ‘forma’ passando dai 97 articoli della versione entrata a Palazzo Madama, ai 151 di quando è uscito.
Il disegno di legge compie il suo primo giro di boa e passa all'esame della Camera. Tutte le misure previste, dagli sgravi Ici alla riforma di Ires e Irap, dall'abolizione del ticket sulla diagnostica anche per il 2008 al 'forfettone' fiscale per le microimprese, dal taglio dei ministri alla scelta di destinare l'extragettito 2008 alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente.
Giuliano Cazzola, economista ed esperto di politiche previdenziali, e Franco Liso, ordinario di Diritto del Lavoro presso la facoltà di Scienze politiche della ‘Sapienza’ di Roma, commentano con LABITALIA quanto previsto dal ddl collegato alla Finanziaria. Ai lavoratori interessati viene data la possibilità di uscire dal mondo produttivo in anticipo di tre anni rispetto ai nuovi requisiti.
I ministri Damiano e Nicolais presentano il nuovo sistema di accreditamento telematico per combattere la burocratizzazione con un drastico abbattimento dei tempi di lavoro degli impiegati addetti al servizio, e una conoscenza puntuale sull’andamento del mercato del lavoro, utile sia alla programmazione di politiche più mirate, sia al contrasto al lavoro nero e sommerso.
Governo, sindacati e industriali hanno raggiunto un accordo sulle modifiche al ddl che recepisce il protocollo sul welfare. Il nuovo testo ha subito avuto il via libera dal Consiglio dei ministri (con le astensioni di Pdci e Prc). Soddisfatti i sindacati e Confindustria. Le novità riguardano i capitoli su previdenza e contratti a termine.
Convertito il decreto legge sull'avvio dell'anno scolastico 2007-2008 e in materia di concorsi per i ricercatori universitari. Tra gli interventi previsti dal provvedimento, la reintroduzione delle classi a tempo pieno, norme più rigorose per la scelta della sede dell'esame di maturità per i privatisti, il ripristino del giudizio di idoneità o non ammissione all'esame finale della scuola media.
Il testo del disegno di legge che recepisce l'accordo del 23 luglio tra governo e parti sociali è stato approvato con alcune modifiche dal Consiglio dei ministri. Dalla riforma previdenziale agli ammortizzatori sociali, dal mercato del lavoro alla competitività, tutte le novità introdotto dal provvedimento.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo dell’accordo con modifiche, con due astensioni e due sì con riserva. Prodi: “Il provvedimento è capace di rilanciare l'economia e mettere il Paese in linea con la legislazione di altri Paesi europei”. Damiano: “Obiettivo di traduzione completa del protocollo entro il 31 dicembre”.
Nella Finanziaria 2008 approvata dal Consiglio dei ministri, non ci sono gli interventi in materia di lavoro e previdenza previsti dal protocollo sul welfare firmato il 23 luglio da governo e parti sociali. Il premier Prodi garantisce che il protocollo sul welfare, collegato alla Finanziaria, sarà approvato dal prossimo Cdm, perché così era previsto, ma il rinvio divide la maggioranza.
Il Consiglio dei ministri ha varato all’unanimità il disegno di legge Finanziaria per il 2008. Presentando la manovra da 10,7 miliardi, il premier ha parlato di “gioco di squadra che va a vantaggio delle famiglie e delle fasce più deboli”. E ha precisato che la manovra serve “ad alleviare il peso fiscale senza introdurre nemmeno una traccia d'imposta di alcun tipo”.
Per i ministri Damiano (Lavoro) e De Castro (Politiche Agricole), si tratta di ‘un protocollo di fortissima innovazione’. La riforma interessa quasi un milione di lavoratori e, considerati anche i nuovi strumenti di flessibilità introdotti, coinvolge la quasi totalità delle aziende agricole italiane.
Sono previste anche misure premiali soprattutto per le piccole e medie aziende, un sistema di qualificazione per le imprese edili e i meccanismi per stabilire l’idoneità tecnico-professionale delle imprese ai fini della partecipazione agli appalti pubblici. Soddisfazione del ministro Damiano, del sottosegretario Montagnino e dei sindacati.
Presentato alle parti sociali il documento su welfare, tutele nel mercato del lavoro e crescita. In 31 cartelle, l’esecutivo ha elencato serie di interventi che, si legge nel documento, “comporteranno coerentemente con gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del patto di stabilità un importante impiego di risorse”. Sulle proposte, ha detto lo stesso premier Romano Prodi, “c’è stato un sostanziale consenso”.
Misure di favore fiscale orientate ad avvantaggiare i giovani creativi, artisti e scienziati. E’ stato, inoltre, istituito il concorso ‘Giovani idee cambiano l’Italia’, uno strumento per ‘stanare’ i nostri talenti e investire sulla loro capacità progettuale. Il ministro ha annunciato le iniziative previste in occasione dell’incontro Cantieri creativi: giovani idee cambiano l’Italia’.
L’obiettivo dell’iniziativa è la costituzione di una rete territoriale che contribuisca sia all'elaborazione del programma sulle politiche per l'occupazione del nascente Partito Democratico sia alla partecipazione attiva alla Costituente del 14 ottobre. La prima assemblea nazionale a Roma il 22 settembre.
In arrivo 2,5 miliardi di euro netti per realizzare misure a favore dello stato sociale e della competitività ma anche per interventi a favore dei giovani delle donne e del mercato del lavoro. In particolare, nell'ambito della manovra a favore delle pensioni basse e dei giovani, andranno rispettivamente 1,3 miliardi e 600 milioni di euro.
Il ministro presenta la campagna 'Esci dal nero-Conviene’, organizzata in collaborazione con Inps, Inail e Italia Lavoro. Spot televisivi e materiali per informare i datori di lavoro, le aziende e i lavoratori sulle nuove condizioni previste in materia di regolarizzazione proprio nell'ultima Finanziaria. “Un progetto - ha spiegato il ministro - che si inserisce in una strategia più complessiva del governo che punta a un aumento sempre più stringente di controlli, ispezioni, multe e sospensioni”.
Si è discusso, tra l'altro, di politiche di contrasto all'occupazione sommersa e di una ridefinizione della cornice normativa e contributiva dei rapporti di lavoro e del sistema di sostegno e tutele, ai fini di un più generale adeguamento agli obiettivi indicati nella Strategia di Lisbona. Il tavolo tornerà a riunirsi nella settimana successiva a Pasqua.
Si parla anche dell’istituzione di un Fondo nazionale per la tutela e valorizzazione delle botteghe d'arte e degli antichi mestieri presso il ministero dello Sviluppo economico. Una quota del fondo verrebbe destinata al finanziamento dei progetti formativi presentati dagli esercenti e finalizzati all’erogazione di un reddito d’inserimento e alla formazione pluriennale degli apprendisti.
La Finanziaria per il 2007 contiene una serie di misure che riguardano il lavoro e la previdenza, dalla stabilizzazione dei lavoratori precari alla lotta al sommerso, passando appunto per gli ammortizzatori sociali e le pensioni.
Inserimento della regolarità contributiva tra i requisiti soggettivi per partecipare alle gare di appalto, regolamentazione del Durc. Previsto anche un provvedimento interdittivo, seguito alla sospensione del cantiere con i lavoratori irregolari, tra le cause di esclusione dalle gare. Il codice presentato dai ministri delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, e del Lavoro, Cesare Damiano.
Tra le novità, stretta sulle consulenze, mobilità del personale sostenuta e incentivata da agevolazioni economiche, trasformazione dei dirigenti in manager ma anche riduzione del loro numero, incarichi e retribuzioni legati ai risultati e assorbimento del precariato ma solo attraverso prove selettive. Intanto, l’idea di Pietro Ichino di un’Autorità per la valutazione dei dipendenti pubblici è diventata un disegno di legge.
“Il disegno di legge delega in materia di sicurezza sul lavoro è pronto e la sua natura non è meramente compilativa: vuole sì riordinare le numerose norme che si sono stratificate in 50 anni di legislazione, ma vuole soprattutto innovare”. Così il sottosegretario al Lavoro, Antonio Montagnino, annuncia a Labitalia il provvedimento che dovrà mettere ordine nella 'giungla’ della legislazione in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro.
 
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